Fondi Impresa Donna: come funziona?

Sono disponibili da subito 40 milioni di euro, successivamente il Fondo potrà essere integrato con altri 400 milioni previsti dal PNRR.

Ci abbiamo messo qualche mese, ma ci siamo. 

Sono contributi a fondo perduto per donne che fanno già impresa o che vogliono diventare imprenditrici con:

  • 32,5% per donne che vogliono far nascere una nuova società o consolidare la propria impresa;
  • 6,2% per la formazione delle donne per la cultura imprenditoriale.

Attenzione: 

  • per chi vuole partire, si può ricevere un contributo a fondo perduto che copre l’80%, fino a un massimo di 50.000 euro, per spese fino a un massimo di 100.000 euro. Se si vuole richiedere dai 100.000 ai 250.000 euro, si scende al 50% di copertura;
  • per chi già esiste (costituita da almeno un anno e massimo 3), 50% di contributo a fondo perduto e 50% di contributo agevolato per 8 anni a tasso zero, fino all’80% delle spese ammissibili;
  • per le aziende che, invece, hanno più di 3 anni, abbiamo un tetto di 400.000 euro, in parte a fondo perduto (spese capitale circolante) e in parte a finanziamento agevolato (investimento).

Stiamo aspettando, sul sito di Invitalia, il giorno dal quale possiamo inoltrare la domanda e come farlo. 

Ora il panico sarà: dovrò prendere una laurea in economia e giurisprudenza per compilare la domanda stessa o, finalmente, sarà semplice farcela?

Vi assicuro che, senza un professionista che sa redigere le domande di finanziamento, nella stragrande maggioranza dei casi farlo in autonomia diventa complesso. Non certo perché non si conoscano le risposte alle domande poste o non si sappia quale dato scrivere della propria impresa o futura impresa. 

Ogni bando richiede una grande capacità di leggere il burocratese, le aperture ai bandi possono essere a finestre molto strette, si può essere scartati “senza tanti se e ma” se non si è risposto correttamente a una domanda e, ovviamente, pur essendo a fondo perduto, finiscono, per cui non tutte le domande poi hanno la possibilità di vedersi arrivare i soldi. 

A me, questo sistema non è mai piaciuto; se non si è strutturati per farlo, se non si riesce a trovare l’interlocutore giusto e se non si è sul pezzo quando esce la finestra di consegna, “tanti saluti a casa”. 

E, a me, sinceramente, fa tanto pensare a qualcosa che genera un nuovo gap: quello tra imprenditrici scafate e imprenditrici alle prime armi. Sono le seconde che vanno supportate. Punto.

 

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