16 maggio 2018

Il rendiconto finanziario

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Il rendiconto finanziario è un documento in grado di fornire elementi di natura finanziaria che non sono facilmente ottenibili dallo Stato patrimoniale comparativo. Si tratta di un prospetto contabile che presenta le cause di variazioni, positive o negative, delle disponibilità liquide avvenute in un determinato esercizio. Fornisce pertanto informazioni utili per valutare la situazione finanziaria di una società o di un gruppo e permette inoltre di valutare le disponibilità liquide prodotte/assorbite dall’attività operativa e le modalità di impiego/copertura, la capacità della società o del gruppo di affrontare gli impegni finanziari a breve termine, la capacità della società o del gruppo di autofinanziarsi e alcuni ratio finanziari.
Al fine di approfondire i diversi aspetti della materia, è stata pubblicata in Evolution, nella sezione “Bilancio e contabilità”, una apposita Scheda di studio.
Il presente contributo la nuova disciplina del rendiconto finanziario entrata in vigore con il D. Lgs. 139/2015.

Il rendiconto finanziario, secondo gli schemi di riferimento contenuti nell’OIC 10, presenta una forma di tipo scalare e include tutti i flussi finanziari in uscita e in entrata delle disponibilità liquide avvenute nell’esercizio.

Nel rendiconto finanziario i singoli flussi finanziari sono presentati distintamente in una delle seguenti categorie:

  • attività operativa;
  • attività di investimento;
  • attività di finanziamento.

L’attività operativa comprende generalmente le operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi, nonché le altre operazioni non ricomprese nell’attività di investimento e di finanziamento.

Con il metodo indiretto viene rettificato l’utile o la perdita d’esercizio riportato nel Conto economico, per tener conto di:

  • elementi di natura non monetaria, ossia poste contabili che non hanno richiesto esborso o incasso di disponibilità liquide (ammortamenti, accantonamenti fondi rischi, accantonamenti TFR, svalutazioni per perdite durevoli di valore, utili distribuiti relativi a partecipazioni in società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto, …);
  • variazioni del capitale circolante netto (variazioni di rimanenze, variazioni di crediti verso clienti e debiti verso fornitori, variazione di ratei e risconti attivi/passivi, …). La logica è che l’eventuale incremento dei crediti verso clienti è sottratto all’utile (perdita) dell’esercizio in quanto tale aumento rappresenta il minore ammontare incassato dai clienti rispetto ai ricavi di competenza dell’esercizio e accreditati al Conto economico; al contrario una diminuzione dei crediti è aggiunta all’utile (perdita) dell’esercizio in quanto rappresenta il maggior ammontare dei crediti incassati rispetto ai ricavi di competenza dell’esercizio e accreditati al Conto economico. Ancora, l’incremento (decremento) delle rimanenze è sottratto (sommato) all’utile (perdita) dell’esercizio poiché nel calcolo dell’utile sono considerati i costi della produzione, che comprendono, oltre agli acquisti, anche la variazione delle rimanenze, mentre per le variazioni di disponibilità liquida hanno rilievo solo gli acquisti; operazioni i cui effetti sono ricompresi tra i flussi derivanti dall’attività di investimento e finanziamento (plusvalenze/minusvalenze derivanti da cessione attività, …).

Sono classificati nell’ambito dell’area operativa:

  • gli interessi pagati ed incassati, salvo si riferiscano direttamente ad investimenti o finanziamenti;
  • i dividendi incassati (mentre quelli pagati sono presentati nell’attività di finanziamento);
  • le imposte sul reddito, come flussi in uscita (pagamento imposte, …) o in entrata (rimborsi, corrispettivi ricevuti dalle autorità fiscali, …).

In alternativa il flusso finanziario può essere determinato con il metodo diretto, in base al quale vanno evidenziati i flussi finanziari positivi e negativi lordi derivanti dalle attività incluse nell’attività operativa.

Nelle attività di investimento sono comprese le operazioni di acquisto e di vendita delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e delle attività finanziarie non immobilizzate.

I flussi finanziari derivanti dall’acquisto di immobilizzazioni sono distintamente presentati nell’attività di investimento, per l’uscita effettivamente sostenuta nell’esercizio, pari al complessivo prezzo di acquisto rettificato dalla variazione dei debiti verso fornitori di immobilizzazioni; analogamente quelli derivanti dalla vendita di immobilizzazioni sono distintamente presentati nell’attività di investimento, per l’entrata effettivamente incassata nell’esercizio pari al c.d. prezzo di realizzo (cioè il valore netto contabile aumentato della plusvalenza o ridotto dalla minusvalenza) rettificato dalla variazione dei crediti verso clienti per immobilizzazioni.

Considerato che nel Conto economico è rilevata la plusvalenza o minusvalenza rispetto al valore contabile netto dell’immobilizzazione, la società dovrà rettificare l’utile/perdita dell’esercizio nella gestione reddituale per il valore della plus/minusvalenza.

Inoltre va indicato distintamente nell’ambito dell’attività di investimento il flusso finanziario derivante dal corrispettivo incassato/pagato per l’acquisizione o la cessione di un ramo d’azienda, al netto delle disponibilità liquide acquisite o dismesse come parte dell’operazione.

Per le attività di finanziamento sono comprese le operazioni di ottenimento e di restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito.

All’interno di questa area è importante indicare in calce al rendiconto finanziario l’ammontare dei saldi significativi di disponibilità liquide che non sono liberamente utilizzabili dalla società e spiegare le circostanze (restrizioni legali che rendono i saldi non utilizzabili, conto corrente vincolato costituente garanzia prestata nell’interesse di un’impresa controllata, …) in base alle quali tali ammontari non sono utilizzabili.

La società può invece aggiungere ulteriori flussi finanziari rispetto a quelli previsti negli schemi di riferimento qualora sia necessario ai fini della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria.

Per ogni flusso finanziario presentato nel rendiconto deve essere indicato l’importo del flusso corrisponde dell’esercizio precedente. Se i flussi non sono comparabili, quelli relativi all’esercizio precedente devono essere adattati; la non comparabilità e l’adattamento, o l’impossibilità di questo, sono segnalati e commentati in calce al rendiconto finanziario.

I flussi finanziari sono presentati al lordo del loro ammontare, cioè senza compensazioni, per non alterare la significatività del rendiconto finanziario.

Il rendiconto finanziario si chiude con l’indicazione dell’ammontare e della composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio.

Nella Scheda di studio pubblicata su EVOLUTION sono approfonditi, tra gli altri, i seguenti aspetti:

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