Credito d’imposta R&S: sono agevolate le attività di ricerca su commessa estera?

Sono eleggibili al credito d’imposta R&S le spese sostenute da un commissionario residente per conto di un committente non residente, nella disciplina previgente del credito d’imposta R&S ex D.L. 145/2013 e nella nuova disciplina ex Legge 160/2019 e ss.mm.ii?


Sin dalla sua introduzione, con l’articolo 3, D.L. 145/2013, il credito d’imposta R&S è rivolto ai soggetti che svolgono attività di ricerca eleggibile:

  • sostenendone i relativi costi
  • beneficiando degli eventuali risultati
  • assumendo i rischi dell’attività svolta.

Di conseguenza, sia nella disciplina previgente ex articolo 3, D.L. 145/2013 e ss.mm.ii. sia nell’attuale ex articolo 1, commi 198-209, Legge 160/2019 e ss.mm.ii., l’agevolazione è in generale preclusa alle imprese che svolgono attività di ricerca su commessa di terzi.

In caso di attività commissionata da terzi l’impresa commissionaria infatti riaddebita i costi al committente in base ai corrispettivi contrattualmente previsti, non sostenendo l’onere delle attività di R&S.

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