Split payment IVA verso la proroga al 2029

La Commissione Europea, con proposta del 17 giugno 2026, prevede la proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029, senza modifiche all’ambito soggettivo. Il meccanismo rafforza il contrasto all’evasione trasferendo il versamento dell’IVA al cessionario, con effetti sui flussi finanziari dei fornitori e sulla gestione dei crediti IVA.

La proposta di proroga al 30 giugno 2029 del meccanismo dello split payment rappresenta un passaggio significativo nella strategia italiana di contrasto all’evasione IVA. La Commissione Europea, con proposta di decisione adottata il 17 giugno 2026, ha infatti previsto di autorizzare il nostro Paese a proseguire nell’applicazione della scissione dei pagamenti per un ulteriore triennio, senza modifiche all’attuale ambito soggettivo. La notizia, confermata anche dal MEF in sede di interrogazione parlamentare, si inserisce nel solco delle precedenti decisioni che hanno già consentito all’Italia di derogare al regime IVA ordinario, riconoscendo l’efficacia dello strumento sul piano del presidio antievasione. 

Ai sensi dell’art. 17-ter, D.P.R. n. 633/1972, il meccanismo della scissione dei pagamenti prevede che il cedente o prestatore continui a emettere regolare fattura, indicando l’IVA secondo le regole ordinarie. La peculiarità del regime non riguarda, quindi, la fase di fatturazione, bensì quella del pagamento: il fornitore incassa dal proprio cliente solo il corrispettivo al netto dell’imposta, mentre l’IVA esposta in fattura è trattenuta dal cessionario o committente e versata direttamente all’Erario. Si realizza così la “scissione” tra il flusso finanziario relativo al prezzo e quello relativo all’imposta, come chiarito anche dalla circolare n. 1/E/2015 richiamata nel documento di riferimento. 

Trattandosi di una deroga al funzionamento ordinario dell’IVA, lo split payment necessita di una specifica autorizzazione dell’Unione Europea, in applicazione dell’art. 395 della Direttiva 2006/112/CE. L’Italia è stata inizialmente autorizzata con la Decisione (UE) 1401/2015 e, successivamente, con la Decisione (UE) 784/2017, che ha consentito anche l’estensione dell’ambito applicativo della misura. L’art. 5 di quest’ultima decisione fissava la scadenza del regime al 30 giugno 2026. In prossimità di tale termine, il Governo italiano ha chiesto al Consiglio UE una nuova proroga, sostenendo che, in assenza dello split payment, potrebbe risultare impossibile recuperare le somme dovute da soggetti autori di frodi o evasori fiscali, pur individuati grazie ai controlli incrociati resi possibili dalla fatturazione elettronica obbligatoria. 

La proposta della Commissione del 17 giugno 2026 accoglie tale impostazione, prevedendo l’estensione dell’autorizzazione sino al 30 giugno 2029 e confermando l’attuale perimetro soggettivo di applicazione. In concreto, ciò significa che, una volta approvata dal Consiglio UE, la disciplina continuerà a operare nei confronti delle medesime categorie di cessionari e committenti oggi interessate, senza restringimenti né ampliamenti dell’ambito di operatività. Per i fornitori coinvolti, lo split payment continuerà a incidere in modo strutturale sulla gestione dei flussi di cassa, poiché l’IVA addebitata in fattura non sarà incassata, con possibili riflessi sulle dinamiche dei crediti IVA e sulla pianificazione finanziaria. 

Sul piano sistematico, la scissione dei pagamenti mira a neutralizzare il rischio che il fornitore, pur avendo addebitato l’imposta in fattura, non la versi poi all’Erario. Il presidio è particolarmente efficace quando il cessionario o committente è un soggetto pubblico o, comunque, un ente di grandi dimensioni, ritenuto più affidabile sotto il profilo dell’adempimento tributario. In questo modo, la misura “sposta” l’obbligo di riversamento dell’IVA verso soggetti considerati meno esposti al rischio di inadempienza, rafforzando il controllo lungo la catena del valore e rendendo più coerente e fruibile l’enorme mole di dati generata dalla fatturazione elettronica obbligatoria. 

La proroga al 2029, senza modifiche all’ambito soggettivo, conferma dunque il ruolo centrale dello split payment nel sistema dei controlli IVA italiano. Il meccanismo non incide sul diritto di detrazione del cessionario o committente, che resta disciplinato dalle regole ordinarie, ma interviene sulla fase di riscossione dell’imposta, riducendo strutturalmente lo spazio per comportamenti evasivi. In prospettiva, il mantenimento della scissione dei pagamenti si affianca agli altri strumenti di compliance e tracciabilità (in primis la fatturazione elettronica), contribuendo a un modello di gestione dell’IVA sempre più fondato su flussi informativi tempestivi e su versamenti direttamente presidiati dall’Amministrazione finanziaria. 

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto