Il regime Iva del noleggio di imbarcazioni

Il regime Iva da applicare al noleggio delle unità da diporto per uso privato (ludico e ricreativo) è essenzialmente legato all’individuazione della territorialità, i cui riferimenti si trovano negli articoli 7-ter, 7-quater, lett. e), 7-sexies, lett. e) ed e)-bis, del D.P.R. 633/1972, oltre che nella circolare 37/E/2011 e soprattutto nella circolare 43/E/2011 pubblicata a seguito di quesiti posti dalla principale associazione di categoria del settore (Ucina, Confindustria Nautica Italiana).

Al fine di individuare il trattamento Iva del noleggio delle imbarcazioni, è necessario innanzitutto effettuare una distinzione in funzione della durata, e più in particolare:

Il noleggio a breve termine è di sicuro il caso più frequente che può capitare agli operatori: trattasi del tipico noleggio definito charter nautico, nel quale un operatore economico mette a disposizione una imbarcazione per un breve periodo a fini ludici e ricreativi.

Per quanto riguarda il noleggio a breve termine, la rilevanza territoriale dipende da due elementi:

  • il luogo dove il noleggiante prende possesso fisicamente dell’imbarcazione;
  • il luogo di effettiva utilizzazione dell’imbarcazione.

Di conseguenza, sono soggetti ad Iva in Italia i noleggi di imbarcazioni quando:

  • l’imbarcazione è messa a disposizione in Italia e l’utilizzo avviene all’interno della UE;
  • l’imbarcazione è messa a disposizione fuori dalla UE e l’utilizzo avviene in Italia.

Sono invece non soggetti ad Iva i noleggi di imbarcazioni quando:

  • l’imbarcazione è messa a disposizione in Italia e l’utilizzo avviene fuori UE;
  • l’imbarcazione è messa a disposizione in un paese UE, ovunque venga utilizzata.

Sono quindi irrilevanti le ubicazioni (ai fini Iva) del prestatore e dell’utilizzatore.

Uno schema può meglio riassumere quanto sopra espresso.

Messa a disposizione Utilizzo Iva
ITA ITA-UE 22%
EXTRAUE n.s. 7-quater lett. e)
UE QUALSIASI n.s. 7-quater lett. e)
EXTRAUE ITA 22%
UE – EXTRAUE n.s. 7-quater lett. e)

Per quanto riguarda il noleggio a lungo termine, innanzitutto si distingue tra committente soggetto passivo d’imposta (B2B) e committente soggetto privato (B2C).

Nel primo caso (B2B), si applica la regola generale dell’articolo 7-ter D.P.R. 633/1972: la prestazione rileva territorialmente nel luogo di stabilimento del committente.

Nel caso invece di committente soggetto privato (B2C), la norma di riferimento è l’articolo 7-sexies, lett. e)-bis, del D.P.R. 633/1972, che determina l’applicazione dell’imposta in Italia (Iva 22%) quando:

  • l’imbarcazione sia effettivamente messa a disposizione nel territorio dello Stato e la prestazione sia resa da soggetti passivi ivi stabiliti e sia utilizzata nel territorio della Comunità;
  • l’imbarcazione è messa a disposizione in uno Stato estero fuori della Comunità ed il prestatore è stabilito in quello stesso Stato, e l’utilizzo avviene in Italia;
  • l’imbarcazione è messa a disposizione in uno Stato diverso da quello di stabilimento del prestatore, il committente è domiciliato nel territorio dello Stato o ivi residente senza domicilio all’estero e l’imbarcazione viene utilizzata in territorio UE;
  • l’imbarcazione è messa a disposizione in uno Stato diverso da quello di stabilimento del prestatore, domiciliato e residente al di fuori del territorio della Comunità, e utilizzata in Italia.

Precisato quanto sopra, il problema ora diventa quello di definire l’esatta percorrenza in territorio UE od extra-UE per poter correttamente applicare l’imposta: appare evidente, infatti, l’obiettiva difficoltà nel definire esattamente, negli spostamenti in mare, quale distanza venga effettivamente percorsa in un territorio nazionale piuttosto che comunitario o extracomunitario.

Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 43/E/2011, conferma la possibilità di utilizzo delle percentuali forfetarie a suo tempo indicate nella circolare 49/E/2002 (e confermate nella successiva circolare 38/E/2009) e cioè:

  • imbarcazione da diporto a motore: lunghezza percentuale di utilizzo al di fuori delle acque territoriali comunitarie:
    • fino a 7,50 metri 10%;
    • da 7,51 a 12 metri 40%;
    • da 12,01 a 16 metri 50%;
    • da 16,01 a 24 metri 60%;
    • oltre 24 metri 70%;
  • imbarcazione da diporto a vela: lunghezza percentuale di utilizzo al di fuori delle acque territoriali comunitarie:
  • fino a 10 metri 40%;
  • da 10,01 a 20 metri 50%;
  • da 20,01 a 24 metri 60%;
  • oltre 24 metri 70%.

Sempre la circolare 43/2011 specifica però che tali percentuali forfettarie sono utilizzabili solo nei casi in cui:

  • per i noleggi a breve termine: le imbarcazioni siano messe a disposizione in Italia e utilizzate in territorio nazionale o UE;
  • per i noleggi a lungo termine: i prestatori siano italiani e i committenti siano soggetti non passivi d’imposta per utilizzi in territorio italiano o UE.

In tutti gli altri casi non è possibile applicare alcuna percentuale forfettaria ma si dovrà fare riferimento alla percorrenza effettiva.

 

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto