La gestione del rischio fiscale assume un ruolo centrale nell’attività del commercialista, chiamato non soltanto a garantire la correttezza degli adempimenti, ma anche a prevenire anomalie e possibili contestazioni. Il quinto incontro del Master Breve Euroconference 2026/2027 approfondisce quattro ambiti: individuazione dei segnali di rischio, prevenzione delle frodi IVA e delle irregolarità nei crediti d’imposta, responsabilità fiscali connesse alle diverse forme societarie e gestione dei debiti tributari.
La gestione del rischio fiscale assume un ruolo sempre più rilevante nell’attività quotidiana del Dottore commercialista e, più in generale, del consulente d’impresa. La crescente disponibilità di informazioni nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria, l’evoluzione delle tecniche di selezione dei contribuenti, la complessità e la novità insita nelle operazioni economiche e nelle transazioni finanziarie, impongono al professionista un approccio che non può più limitarsi, solamente, alla corretta esecuzione degli adempimenti tributari per conto del cliente.
Il professionista dell’area economico-giuridica è infatti chiamato, in un epoca come quella attuale, nella quale le informazioni circolano a una velocità e in una quantità mai vista prima, a svolgere anche una funzione di tipo preventiva, finalizzata a individuare le situazioni potenzialmente critiche, valutando le conseguenze delle scelte effettuate dal cliente e suggerendo, ove possibile, le soluzioni più appropriate per contenere l’esposizione al rischio fiscale e rimanere in un ambito di legalità.
È proprio questo il filo conduttore che guida il 5° incontro del Master Breve 2026/2027 di Euroconference interamente dedicato al ruolo del professionista nella gestione del rischio fiscale.
Il corso è strutturato e articolato attorno a 4 principali aree tematiche che verranno di seguito brevemente descritte nelle loro linee essenziali.
Le anomalie fiscali e il dovere di prevenzione
Il primo ambito di approfondimento riguarda la capacità del professionista di riconoscere e interpretare le anomalie e i conseguenti rischi che possono emergere dall’analisi della situazione contabile e fiscale del cliente o del potenziale cliente, che si rivolge al suo studio.
Conoscere le tecniche di selezione utilizzate dall’Amministrazione finanziaria rappresenta, sotto questo profilo, un importante strumento di prevenzione e controllo anticipato.
Non si tratta di individuare modalità per sottrarsi ai controlli, ma di comprendere quali comportamenti, incongruenze o disallineamenti possano determinare un maggior rischio di accertamento.
Particolare attenzione sarà riservata alle possibili incoerenze tra i dati contabili e i risultati sostanziali dell’attività economica, distinguendo le situazioni fisiologiche, adeguatamente giustificabili, da quelle che richiedono invece approfondimenti o interventi correttivi.
Un ulteriore profilo che verrà sviluppato nel corso riguarda quelle che, nell’era dei social network e della pubblicità facile, possiamo definire come “soluzioni esterne”, ossia le proposte di operazioni o comportamenti fiscali particolarmente aggressive che possono provenire da consulenti, intermediari o altri soggetti che pullulano e si alimentano continuamente nelle reti social.
Di fronte a queste soluzioni “a la carte” è fondamentale per il professionista mantenere ferma la propria diligenza e coscienza professionale, senza mai lasciarsi andare a giudizi affrettati pur mantenendo un’adeguata distanza dalle operazioni che presentano evidenti profili di rischio, spesso anche penale.
Casi limite: dalle frodi IVA ai crediti d’imposta
Nella seconda parte del corso andremo ad affrontare alcune situazioni nelle quali il rischio fiscale per il professionista può assumere anche una rilevanza penale.
Un primo approfondimento riguarda i rapporti con clienti e fornitori e, in particolare, le possibili frodi carosello. L’analisi sarà orientata all’individuazione dei segnali di allarme e delle verifiche preventive che il professionista deve suggerire al cliente per ridurre il rischio di coinvolgimento in operazioni irregolari che potrebbero rivelarsi estremamente dannose.
Ampio spazio sarà dedicato anche ai crediti d’imposta, sia nella fase della loro formazione sia in quella dell’eventuale acquisizione da soggetti terzi.
La corretta documentazione dei presupposti del beneficio, la verifica della spettanza del credito e l’individuazione delle circostanze potenzialmente anomale, rappresentano passaggi fondamentali per prevenire contestazioni successive, soprattutto quando il professionista è chiamato ad apporre il visto di conformità o funge da intermediario dei vari passaggi di titolarità dei crediti stessi.
La scelta forma societaria e i rischi connessi
Anche la configurazione societaria scelta dal contribuente non è indifferente al rischio. Non c’è dubbio, infatti, che tale scelta produce conseguente diverse e differenti in tema di analisi del rischio fiscale con conseguenze sul piano dell’accertamento e della responsabilità tributaria.
La scelta tra società di persone e società di capitali, infatti, non può essere valutata esclusivamente in funzione della tassazione ordinaria dei redditi o di altre scelte di pianificazione economica.
Occorre considerare anche le conseguenze che eventuali contestazioni fiscali possono determinare in capo alla società e ai soci. Si pensi, tanto per fare un esempio concreto, al famigerato tema delle società di capitali (tipicamente srl) a ristretta base societaria e alle conseguenze fiscali che ne possono derivare.
In questa terza parte del corso verrà approfondito, in particolare, proprio il regime di trasparenza fiscale, naturale o indotto dall’ufficio, e il possibile impatto degli accertamenti sui soci persone fisiche, insieme alle problematiche connesse all’estinzione delle società e alle residue possibilità di recupero dei crediti tributari rimasti insoddisfatti alla cancellazione dell’ente dal registro delle imprese.
Ulteriori approfondimenti riguarderanno l’iscrizione dei debiti tributari in bilancio, le relative implicazioni civilistiche e le valutazioni che il professionista deve compiere nella scelta tra il contenzioso tributario e l’utilizzo di uno degli strumenti deflativi previsti nel nostro ordinamento.
Debiti tributari e tutela del patrimonio
L’ultima parte del corso è dedicata alle soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito fiscale e salvaguardare il patrimonio del contribuente.
In tale ottica verranno esaminate le alternative disponibili nelle diverse fasi del rapporto tra il contribuente e il fisco: dal debito risultante dalle dichiarazioni fiscali trasmesse, alle possibilità di regolarizzare gli omessi versamenti attraverso il ravvedimento operoso, fino alla gestione delle comunicazioni di irregolarità e delle somme affidate al concessionario della riscossione.
Particolare attenzione sarà riservata alle conseguenze delle decadenze dai piani di rateazione e alla necessità di valutare preventivamente gli effetti delle scelte di pagamento.
Il percorso si concluderà con un esame delle operazioni di pianificazione fiscale e patrimoniale, distinguendo le soluzioni legittimamente utilizzabili dalle operazioni che possono presentare profili di abuso del diritto o altri rischi di contestazione da parte dell’amministrazione finanziaria.
