Le Piccole e Medie Imprese non quotate sono escluse dagli obblighi diretti della Direttiva CSRD. Esse subiscono tuttavia una crescente pressione informativa da parte di banche, grandi aziende clienti e investitori. Gli standard VSME nascono per offrire un quadro di rendicontazione semplice, standardizzato e proporzionato, volto a facilitare l’accesso al credito e la competitività nelle filiere produttive. L’articolo esamina la struttura modulare dello standard, i criteri di applicazione basati sul principio “if applicable” e l’interoperabilità con gli strumenti nazionali italiani, come il Documento di Dialogo di Sostenibilità tra PMI-Banche.
Soggetti obbligati alla rendicontazione di sostenibilità
L’entrata in vigore della Direttiva (UE) 2026/470, del 24 febbraio 2026, nota come Direttiva Omnibus I, rappresenta un intervento organico volto a ridefinire i pilastri della sostenibilità aziendale nell’Unione Europea. Questo provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 26 febbraio 2026, dovrà essere recepito nell’ordinamento interno degli Stati Membri entro il 19 marzo 2027 e modifica in modo sostanziale la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ovvero la Direttiva (UE) 2022/2464, con l’obiettivo primario di semplificare il quadro normativo e ridurre significativamente gli oneri amministrativi per le imprese. La Riforma ha risposto alle crescenti criticità operative emerse negli ultimi anni, caratterizzate da una sovrastruttura tecnica sproporzionata.
Il cambiamento più rilevante introdotto dalla Direttiva 2026/470, riguarda il drastico restringimento dell’ambito soggettivo degli obblighi di rendicontazione.
Mentre l’impianto originario della CSRD estendeva l’obbligo a tutte le grandi imprese e alle PMI quotate, con le modifiche approvate l’obbligo di comunicazione si applicherà alle seguenti categorie:
- imprese europee che superano i 450 milioni di euro di ricavi netti e hanno più di 1.000 dipendenti;
- gruppi societari su base consolidata che superano le medesime soglie dimensionali;
- imprese extra-UE che realizzano un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro all’interno del mercato dell’Unione Europea.
Nella tabella che segue vengono rappresentate le categorie di imprese soggette a obbligo di rendicontazione di sostenibilità prima e dopo la Direttiva 2026/470.
| Categoria di impresa | Prima della Direttiva 2026/470 (CSRD originaria) | Dopo la Direttiva 2026/470 (Omnibus I) |
| Grandi imprese UE | Imprese che superavano almeno 2 di 3 criteri: 250 dipendenti; 50 milioni di euro di ricavi; 25 milioni di euro di totale attivo. | Obbligo limitato a imprese con oltre 1.000 dipendenti e ricavi netti superiori a 450 milioni di euro. |
| Gruppi societari | Grandi gruppi su base consolidata (stesse soglie delle grandi imprese). | Gruppi con oltre 1.000 dipendenti e ricavi superiori a 450 milioni di euro su base consolidata. |
| PMI quotate | Incluse progressivamente negli obblighi (escluse solo le micro-imprese). | Escluse dall’obbligo di rendicontazione. |
| Settore finanziario | Assicurazioni ed enti creditizi quotati erano inclusi automaticamente a prescindere dalla dimensione. | Soggetti alle medesime soglie dimensionali delle altre imprese (1.000 dipendenti/450 milioni di euro di ricavi). |
| Imprese extra-UE | Soggette se realizzavano ricavi netti superiori a 150 milioni di euro nell’UE. | Obbligate solo se realizzano un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro nel mercato UE. |
Ricordiamo che per le imprese obbligate la rendicontazione di sostenibilità è parte della relazione sulla gestione del bilancio di esercizio, e pertanto soggetta alle medesime formalità di approvazione e pubblicazione del bilancio civilistico.
I principi volontari di rendicontazione per Piccole e Medie Imprese (VSME)
Per quanto riguarda le Piccole e Medie Imprese, la riforma stabilisce che esse restino fuori dall’obbligo, pur mantenendo la facoltà di rendicontare su base volontaria seguendo i Voluntary Sustainability Reporting Standards (VSME).
Gli standard VSME, già pubblicati da EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) nel 2024 ma non ancora ufficializzati, sono destinati a essere formalizzati all’interno del quadro normativo europeo attraverso specifici atti della Commissione.
Il percorso di inserimento normativo dei VSME si basa sui seguenti passaggi:
- Raccomandazione Europea: è già stata emanata la Raccomandazione (UE) 2025/1710, della Commissione, datata 30 luglio 2025, che invita le PMI a uniformarsi ai principi volontari di rendicontazione di sostenibilità;
- adozione tramite Atto Delegato: l’art. 2, Direttiva 2026/470, impone la formalizzazione definitiva degli standard VSME mediante un Atto Delegato che la Commissione Europea è tenuta a pubblicare entro il 19 luglio 2026.
La Direttiva 2026/470, introduce anche il c.d. value chain cap, ovvero il limite legale alle richieste di informazioni che le grandi imprese possono rivolgere ai propri fornitori “protetti” i quali avranno il diritto di rifiutare richieste che eccedano le informazioni previste proprio dai VSME.
Le imprese protette Di fondamentale importanza è l’introduzione della tutela per le imprese con meno di 1.000 dipendenti inserite nelle catene del valore delle grandi aziende, noto come “value chain cap”. Queste imprese, definite ora come “imprese protette” hanno il diritto legale di rifiutare la fornitura di informazioni che eccedano quanto previsto dagli standard semplificati volontari, evitando così gli effetti “a cascata” che costringevano i piccoli fornitori a rispondere a questionari ESG sproporzionati. Le grandi imprese che richiederanno dati aggiuntivi saranno obbligate a informare chiaramente il fornitore della natura di tali informazioni e del suo diritto di rifiuto, potendo ricorrere ad autodichiarazioni per attestate la sua posizione di impresa protetta.
Tutte le imprese che escono dal regime della CSRD possono pertanto rivolgersi agli standard volontari VSME per definire i contenuti della propria rendicontazione di sostenibilità.
Come si applicano i VSME
Per garantire il principio di proporzionalità, il VSME adotta un approccio modulare che permette alle imprese di scegliere il livello di disclosure più adatto alla propria maturità e alle richieste esterne.
La semplificazione più rilevante riguarda l’eliminazione dell’obbligo di condurre un’analisi di materialità formale (c.d. doppia rilevanza). Tale processo è stato sostituito dal principio “if applicable”: l’impresa è tenuta a fornire un dato solo se esso è pertinente alle proprie circostanze specifiche. Se un’informativa viene omessa, si presume implicitamente che non sia applicabile, eliminando l’onere di giustificare l’omissione. Questo approccio riduce drasticamente la complessità per le micro-imprese che non dispongono di risorse specialistiche per l’analisi ESG.
I VSME si compongono di 2 moduli, il Modulo Base e il Modulo Completo.
Il Modulo Base costituisce il punto di ingresso per tutte le PMI e rappresenta il requisito minimo obbligatorio per chi decide di adottare lo standard. È specificamente pensato come l’approccio ottimale per le micro-imprese.
Il Modulo Completo integra il Modulo Base con informazioni più granulari richieste tipicamente da banche, investitori e grandi clienti per imprese diverse da quelle micro. Esso include informative sintetiche di tipo narrativo sulla strategia aziendale, il modello di business e una descrizione sommaria delle politiche e delle azioni intraprese.
L’applicazione del Modulo Base è un prerequisito necessario per poter utilizzare il Modulo Completo. Una volta scelto un modulo, l’impresa deve rispettarlo nella sua interezza, ma gode della flessibilità di aggiungere singole informative da altri moduli se ritenuto utile per i propri stakeholder.
Di seguito si riporta la schematizzazione dei 2 moduli e delle informazioni richieste in ciascun punto.
| Informativa Modulo Base | Contenuto | |
| B1 | Criteri per la redazione | Informazioni generali quali forma giuridica, codici NACE, attivo patrimoniale, ricavi delle vendite, numero di dipendenti, Paese delle operazioni primarie, indicazione di eventuali certificazioni ESG ottenute. |
| B2 | Pratiche, politiche e iniziative future | L’impresa deve dichiarare, con la formula SÌ/NO, se ha adottato pratiche o politiche per la transizione verso un’economia sostenibile e se ha fissato obiettivi per monitorare i propri progressi. |
| B3 | Energia ed emissioni di gas a effetto serra | Richiede il consumo totale di energia in MWh (distinto tra fonti rinnovabili e non rinnovabili), le emissioni Scope 1 (dirette) e le emissioni Scope 2 (indirette da energia acquistata) in tonnellate di CO2eq di gas serra. |
| B4 | Inquinamento di aria, acqua e suolo | Rendicontazione dei quantitativi di inquinanti emessi, se l’impresa è già tenuta a farlo per legge o nell’ambito di sistemi come EMAS. |
| B5 | Biodiversità | Numero e superficie dei siti situati in o vicino ad aree sensibili sotto il profilo della biodiversità. |
| B6 | Acque | Prelievo idrico totale (con evidenza delle aree a stress idrico) e, per settori ad alto consumo, il consumo idrico netto. |
| B7 | Uso delle risorse, economia circolare e gestione dei rifiuti | Quantità totale di rifiuti prodotti (distinti tra pericolosi e non pericolosi), percentuale di rifiuti destinati al riciclo o riutilizzo e mass-flow di materiali rilevanti per determinati settori. |
| B8 | Forza lavoro – Caratteristiche generali | Numero di dipendenti ripartiti per genere, tipo di contratto (determinato/indeterminato) e paese; per imprese con oltre 50 dipendenti, va indicato anche il tasso di turnover. |
| B9 | Forza lavoro – Salute e sicurezza | Numero e tasso di infortuni registrabili sul lavoro e numero di decessi. |
| B10 | Forza lavoro – Retribuzione, contrattazione collettiva e formazione | Informazioni su paghe uguali o superiori ai minimi legali, divario retributivo di genere (per imprese sopra le 150/100 unità), percentuale di dipendenti coperti da contratti collettivi e ore medie di formazione annua. |
| B11 | B11 – Condanne e ammende per corruzione | Numero di condanne e importo complessivo delle sanzioni per corruzione attiva e passiva nel periodo di riferimento. |
| Informativa Modulo Completo | Contenuto | |
| C1 | Strategia: modello aziendale e iniziative | Descrizione dei gruppi di prodotti/servizi, dei mercati significativi (ad esempio B2B, retail), dei principali rapporti commerciali (fornitori e canali distributivi) e degli elementi strategici legati alla sostenibilità. |
| C2 | Descrizione dettagliata delle pratiche e politiche | Approfondimento narrativo delle politiche citate in B2, indicando anche il livello gerarchico responsabile dell’attuazione. |
| C3 | Obiettivi di riduzione emissioni e transizione climatica | Dettaglio dei target per Scope 1, 2 e (se applicabile) Scope 3, indicando l’anno base, l’anno obiettivo e le azioni previste per raggiungerli. |
| C4 | Rischi climatici | Rischi climatici, fisici e di transizione, percentuale di attività esposte a tali rischi e azioni di adattamento intraprese. |
| C5 | Forza lavoro – Ulteriori caratteristiche | Informazioni supplementari sulla composizione e le caratteristiche generali della forza lavoro. |
| C6 | Diritti umani – Politiche e procedure | Presenza di un codice di condotta o politiche sui diritti umani e sistemi interni di segnalazione dei reclami. |
| C7 | Incidenti gravi in materia di diritti umani | Dettagli su casi accertati di violazioni dei diritti umani che hanno coinvolto dipendenti, lavoratori della catena del valore o comunità locali. |
| C8 | Ricavi da settori controversi | Indicazione dei ricavi derivanti da settori specifici come armi controverse, tabacco, combustibili fossili e prodotti chimici. |
| C9 | Diversità di genere negli organi di governo | Rapporto tra uomini e donne all’interno degli organi di amministrazione e controllo. |
Gli standard VSME sono completi di una guida metodologica utile all’applicazione, corredata da numerosi esempi e chiarimenti.
Il Documento di Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche
A livello europeo, il c.d. Green Deal ha scelto di attribuire alle banche un ruolo importante nella transizione verso un’economia sostenibile, incaricandole di “canalizzare” le proprie scelte di finanziamento verso le imprese maggiormente meritevoli in tal senso, e investendole di obblighi specifici.
Per tale motivo, e nelle more di una chiara indicazione a livello normativo, molti istituti di credito hanno elaborato in autonomia ciascuno un proprio modello per la valutazione del merito creditizio delle aziende in base ai criteri ESG, e a tal fine procedono a erogare alla clientela questionari informativi, o fanno comunque pervenire alle aziende richieste di informazioni nelle più diverse forme.
A partire dal 2024 si è costituito un “Tavolo per la finanza sostenibile” composto dai principali attori istituzionali a livello nazionale degli operatori del credito quali MEF, MIMIT, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Banca d’Italia, Consob, COVIP e IVASS con lo scopo dichiarato di fornire chiare indicazioni e di uniformare le richieste di dati alle PMI.
Nel dicembre 2024 è stato pubblicato il Documento finale “Il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche”, poi aggiornato a dicembre 2025.
Tra gli obiettivi del documento sono dichiarati gli intenti di:
«– agevolare lo scambio di informazioni tra PMI e banche, tenendo conto di criteri di standardizzazione, proporzionalità, efficienza ed economicità valorizzando le specifiche esigenze informative derivanti dalle normative di finanza sostenibile applicabili alle banche;
– aumentare la consapevolezza delle PMI sull’importanza delle informazioni di sostenibilità anche nell’ottica di un progressivo avvicinamento all’adozione dello standard VSME elaborato dall’EFRAG».
Il documento si compone di 2 parti principali:
- “Informazioni di sostenibilità dalle PMI alle Banche”, articolate in 5 aree tematiche: informazioni generali, clima, ambiente, aspetti sociali e governance;
- guida metodologica, con allegati operativi che supportano le imprese nella raccolta e nell’aggiornamento dei dati.
Nel documento viene proposto un set di 40 informazioni rilevanti, suddivise però in 2 classi di priorità, nel presupposto che le micro-imprese forniscano almeno le informazioni con classe di priorità 1, in quanto elementi di conoscenza imprescindibili per le banche, mentre le informazioni con classe di priorità 2 aggiungono ulteriori dati.
Anche questo documento, in analogia con i VSME, prescinde dall’analisi di materialità, e consente alle aziende di indicare alcune informazioni come “non applicabili” (N/A) qualora non pertinenti rispetto al modello di business.
L’impostazione del documento è quindi molto simile a quella dei VSME, prevedendo un approccio modulare su 2 livelli di cui il primo chiaramente destinato alle micro-imprese, e il secondo, comprensivo delle informazioni del primo, alle PMI non micro.
Si riportano di seguito, in sintesi, le indicazioni delle informazioni richieste ai sensi del documento in esame, con indicazione del livello di priorità di ciascuna.
| N. | Tipologia | Informazione richiesta | Priorità |
| 1 | Informazioni generali | Fornire per ciascun sito dell’impresa: − ubicazione/geolocalizzazione;− codice NACE;− fatturato annuo;− numero dipendenti. | 1 |
| 2 | Informazioni generali | L’azienda comunica: a) la struttura organizzativa dell’impresa (organigramma), evidenziando: · funzioni, ruoli e responsabilità del più alto organo di governance;· ruoli del top management, con focus su chi gestisce le questioni di sostenibilità;b) le responsabilità ESG specificando se: · è presente un comitato di sostenibilità nel CdA;· esiste una unità organizzativa dedicata alla sostenibilità;· sono previste singole figure di riferimento per la sostenibilità (ad esempio responsabile sostenibilità). | 1 |
| 3 | Informazioni generali | Indicare se l’impresa: − è stata sottoposta a valutazione delle proprie performance di sostenibilità;− possiede certificazioni ambientali, sociali o inerenti alla condotta aziendale;− rende pubblicamente disponibili informazioni di sostenibilità. | 2 |
| 4 | Livello efficienza energetica immobili in garanzia | Partendo dall’APE (Attestazione di Prestazione Energetica), l’azienda fornisce le informazioni sull’efficienza energetica: − quantità annua di energia consumata o che si prevede di consumare;− classe di efficienza energetica;− prestazione energetica degli immobili dati in garanzia. | 1 |
| 5 | Consumo energia | L’azienda fornisce indicazioni sul consumo annuo totale di energia per l’anno di riferimento, distinguendo tra: − consumo di energia da fonti rinnovabili;− consumo di energia da fonti non rinnovabili. | 1 |
| 6 | Emissioni annuali di gas serra Scope 1 | Calcolo delle emissioni dirette di gas serra ambito 1. | 1 |
| 7 | Emissioni annuali di gas serra Scope 2 | Calcolo delle emissioni indirette di gas serra ambito 2. | 1 |
| 8 | Target di riduzione delle emissioni | Per il calcolo delle emissioni annuali di gas serra ambito 2, l’impresa indica: − l’anno di riferimento;− quantificazione della riduzione prevista;− intensità delle emissioni. | 2 |
| 9 | Investimenti per ridurre i rischi di cambiamento climatico | L’impresa indica se sono state effettuate o pianificate azioni/risorse finanziarie per: − la mitigazione del rischio fisico;− la mitigazione del rischio di transizione. | 1 |
| 10 | Coperture assicurative rischi calamità naturali | L’impresa indica se e contro quale rischio fisico/calamità naturale ha stipulato una copertura assicurativa. | 1 |
| 11 | Allineamento alla Tassonomia UE | Stima fatturato allineato alla Tassonomia per obiettivo Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. | 2 |
| 12 | Allineamento alla Tassonomia UE | Stima capex allineato alla Tassonomia per obiettivo Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. | 2 |
| 13 | Emissioni annuali verso aria, acqua e suolo | L’azienda indica gli obiettivi di riduzione delle sostanze inquinanti, riportando: − emissioni annuali verso aria;− emissioni annuali verso acqua;− emissioni annuali verso suolo. | 2 |
| 14 | Target di riduzione sostanze inquinanti verso aria, acqua e suolo | L’azienda esibisce gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento ambientale (aria, acqua, suolo), indicando per ogni obiettivo: − anno base e anno di riferimento;− valore delle emissioni in kg/anno;− riduzione percentuale e assoluta in kg/anno. | 2 |
| 15 | Volume annuo acqua consumata | L’azienda per quanto riguarda le risorse idriche consumate annualmente, comunica: − il volume di acqua prelevata e non scaricata nell’anno;− il consumo idrico effettivo. | 1 |
| 16 | Volume annuo prelievi acqua in zone a elevato stress idrico | L’azienda informa sui prelievi idrici annuali dalle zone ad alto stress idrico. | 2 |
| 17 | Target di riduzione dei consumi idrici | L’azienda comunica gli obiettivi di riduzione di acqua e/o da zone ad alto stress idrico, indicando: − livello di riferimento;− obiettivo di riduzione;− riduzione dei consumi in valore percentuale e assoluto. | 2 |
| 18 | Aree protette biodiversità | L’azienda comunica gli ettari di aree protette e aree a elevato valore di biodiversità, specificando: − la localizzazione del sito;− il Paese. | 1 |
| 19 | Area e percentuale di terreno impermeabilizzata | L’azienda comunica i suoli che ha rivestito con coperture impermeabili, indicando: − superficie totale di suolo impermeabilizzato, precisando se il suolo è di proprietà, in locazione o in gestione;− tipologia di impermeabilizzazione;− percentuale di area impermeabilizzata. | 2 |
| 20 | Protezione e ripristino biodiversità | L’azienda comunica gli obiettivi adottati a sostegno della protezione o ripristino della biodiversità, indicando: − superficie ricreate;− quantità di progetti/siti di miglioramento dell’integrità ecologica.Ogni obiettivo deve essere suddiviso per: − anno di riferimento;− anno di raggiungimento;− valore percentuale e assoluto. | 2 |
| 21 | Tonnellate rifiuti pericolosi e radioattivi annui | L’azienda descrive la quantità di rifiuti pericolosi e di rifiuti radioattivi generati dalle attività produttive, precisando: − valore;− quantità annuale.In assenza può inserire la dicitura “N/A”. | 1 |
| 22 | Percentuale rifiuti da smaltire e riciclati annualmente | L’azienda indica la quantità di rifiuti annuali destinati a smaltimento e riciclati, che esprime in valori percentuali. Può rendicontare le informazioni, seguendo una gerarchia a piramide rovesciata di gestione dei rifiuti: − prevenzione: riduzione a monte dei rifiuti e dei loro impatti;− preparazione per il riutilizzo: pulizia o riparazione per riutilizzo diretto;− riciclaggio: trattamento dei materiali per nuovi usi, escluso recupero energetico;− recupero di altro tipo: ad esempio recupero energetico o uso alternativo dei rifiuti;− smaltimento: opzione finale (ad esempio discarica, incenerimento senza recupero utile). | 2 |
| 23 | Percentuale contenuto riciclato nei PF/SM e imballaggi | L’azienda comunica il contenuto di materiale riciclato (e/o recuperato e/o sottoprodotto) presente nei prodotti finiti/semilavorati e nei loro imballaggi, indicando: − valore effettivo;− valore percentuale. | 2 |
| 24 | Percentuale contenuto riciclabile imballaggi | L’azienda comunica il contenuto di materiale riciclabile presente negli imballaggi, indicando: − valore effettivo;− valore percentuale. | 2 |
| 25 | Target di miglioramento gestione circolare delle risorse | L’azienda riguardo gli obiettivi adottati per migliorare il processo di gestione circolare delle risorse, comunica il tasso di materiale riciclato, riciclabile e i rifiuti smaltiti, indicando: − livello di riferimento;− obiettivo di miglioramento. | 2 |
| 26 | Politiche verso il rispetto diritti umani | L’impresa comunica politiche e/o procedure volte a promuovere e garantire il rispetto dei lavoratori, riportando: − condizioni di lavoro (salute, sicurezza CCNL, salario);− parità di trattamento (parità di genere, formazione, inclusione, misure contro violenza e molestie);− altri diritti connessi al lavoro. | 2 |
| 27 | Numero di casi violazione diritti umani | L’impresa rende noti i casi legati alla violazione dei diritti umani dei propri lavoratori, registrati negli ultimi 3 esercizi, precisando i seguenti aspetti: − condizioni di lavoro non sicure;− discriminazione;− salari inadeguati;− limitazione della libertà di associazione;− lavoro forzato, coercitivo o minorile. | 1 |
| 28 | Numero lavoratori con CCNL applicato | L’impresa che adotta un Contratto collettivo nazionale (CCNL) esibisce la proporzione dei suoi lavoratori. | 1 |
| 29 | Numero dipendenti categorie protette | L’impresa comunica per i propri dipendenti la presenza di: − appartenenti a categorie protette;− appartenenti a categorie protette richiesti per legge e oltre le richieste di legge. | 2 |
| 30 | Percentuale retribuzione media di genere per inquadramento | In termini relativi l’impresa comunica il livello di divario retributivo esistente tra uomini e donne dipendenti dell’impresa a parità di inquadramento, considerando: − salario di base; − prestazioni variabili;− prestazioni non monetarie (in natura). | 1 |
| 31 | Numero medio formazione dipendente | L’impresa informa il quantitativo medio di ore legate alla formazione svolte, dal proprio personale, durante l’anno: − formazione obbligatoria;− formazione non obbligatoria. | 1 |
| 32 | Numero infortuni annuali comunicati all’INAIL | L’impresa indica il numero di infortuni sul lavoro che sono stati comunicati all’INAIL durante l’anno. | 1 |
| 33 | Numero giornate perse per infortuni e malattie | L’impresa indica il numero di giornate perse a causa di infortuni e/o malattie professionali durante l’anno sul lavoro. | 1 |
| 34 | Numero decessi per incidenti sul lavoro annuali | L’impresa comunica il numero di decessi annuale dovuto a incidenti sul lavoro dei propri dipendenti. | 1 |
| 35 | Numero dipendenti a tempo indeterminato e determinato | A parità di inquadramento professionale, l’impresa comunica: − dipendenti a tempo indeterminato;− dipendenti a tempo determinato. | 1 |
| 36 | Iniziative con impatti su propria forza lavoro | L’impresa attraverso le iniziative implementate per minimizzare gli impatti negativi, mitigare rischi e promuovere opportunità per i propri dipendenti, comunica: − condizioni di lavoro;− parità di trattamento e di opportunità;− salute e sicurezza;− welfare aziendale;− equilibrio vita-lavoro. | 2 |
| 37 | Iniziative con impatti su comunità e territorio | L’impresa attraverso le iniziative implementate per minimizzare gli impatti negativi, mitigare rischi e promuovere opportunità sulle comunità del territorio circostante, comunica: − collaborazioni con associazioni locali;− accordi con enti pubblici o privati;− sostegno a progetti filantropici;− collaborazioni con scuole e università;− supporto a progetti di reinserimento sociale e categorie svantaggiate;− interventi di rigenerazione urbana per il miglioramento di spazi pubblici. | 2 |
| 38 | Codice etico, Modello 231 | L’impresa esibisce la sua condotta, attraverso politiche e procedure volte a garantire l’integrità e la legalità nello svolgimento delle proprie attività: codice etico, Modello 231, sistemi di whistleblowing. | 2 |
| 39 | Procedure segnalazione di pericolo salute e sicurezza | L’impresa, per segnalare situazioni di pericolo per la salute dei dipendenti, comunica: − i canali interni di segnalazione;− il responsabile o ufficio designato. | 1 |
| 40 | Sanzioni pecuniarie | L’impresa, per la violazione di leggi contro la corruzione attiva e passiva, nonché la violazione di norme in materia ambientale, comunica: − sanzioni pecuniarie;− sanzioni interdittive. | 2 |
È di tutta evidenza che, pur nel tentativo dichiarato di avvicinare le richieste delle banche al contenuto informativo previsto dai VSME, non vi è ancora una perfetta sovrapposizione dei diversi “set informativi”.
La Tabella di interoperabilità tra Documento PMI-Banche e VSME
Il Tavolo per la Finanza Sostenibile ha pertanto intrapreso alcune interlocuzioni con EFRAG, l’ente incaricato di emanare i principi europei di rendicontazione, sia obbligatori che volontari, a seguito delle quali ha rilasciato nel dicembre 2025 uno strumento operativo denominato “Tabella di interoperabilità tra Documento PMI-Banche e VSME”[1] che agevola il raffronto tra i 2 standard informativi e orienta nella lettura comprata.
La tabella riporta per ciascun indicatore del Documento PMI-Banche il grado di allineamento con i VSME, suddividendolo tra:
- allineato, laddove il dato è richiesto anche dai principi volontari VSME;
- parzialmente allineato, dove vi è solo parziale coincidenza di richiesta informativa;
- N.A., qualora l’informativa sia richiesta solamente del Documento PMI-Banche e non anche nei VSME.
Si riporta di seguito una sintesi della tabella di interoperabilità, con l’avvertenza che nel documento completo sono fornite indicazioni più precise della collocazione di ogni singolo KPI.
| N. | Categoria informativa | Grado allineamento | VSME |
| 1 | Informazioni generali | Parzialmente | B1 |
| 2 | Informazioni generali | Allineato | B2 |
| 3 | Informazioni generali | Parzialmente | B1 |
| 4 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | N.A. | |
| 5 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | Allineato | B3 |
| 6 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | Allineato | B3 |
| 7 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | Allineato | B3 |
| 8 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | Allineato | C3 |
| 9 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | Allineato | B2 |
| 10 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | N.A. | |
| 11 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | N.A. | |
| 12 | Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico | N.A. | |
| 13 | Ambiente | Allineato | B4 |
| 14 | Ambiente | Allineato | C2 |
| 15 | Ambiente | Allineato | B6 |
| 16 | Ambiente | Allineato | B6 |
| 17 | Ambiente | Allineato | B2/C2 |
| 18 | Ambiente | Allineato | B5 |
| 19 | Ambiente | Allineato | B5 |
| 20 | Ambiente | Allineato | B2/C2 |
| 21 | Ambiente | Allineato | B7 |
| 22 | Ambiente | Allineato | B7 |
| 23 | Ambiente | N.A. | |
| 24 | Ambiente | N.A. | |
| 25 | Ambiente | Allineato | B2/C2 |
| 26 | Società e forza lavoro | Allineato | B2/C2/C6 |
| 27 | Società e forza lavoro | N.A. | |
| 28 | Società e forza lavoro | Allineato | B10 |
| 29 | Società e forza lavoro | N.A. | |
| 30 | Società e forza lavoro | Parzialmente | B10 |
| 31 | Società e forza lavoro | Parzialmente | B10 |
| 32 | Società e forza lavoro | Allineato | B9 |
| 33 | Società e forza lavoro | N.A. | |
| 34 | Società e forza lavoro | Allineato | B9 |
| 35 | Società e forza lavoro | Parzialmente | B9 |
| 36 | Società e forza lavoro | Allineato | B2/C2 |
| 37 | Condotta di impresa | Allineato | B2/C2 |
| 38 | Condotta di impresa | Parzialmente | C6 |
| 39 | Condotta di impresa | Allineato | C6 |
| 40 | Condotta di impresa | Parzialmente | B11 |
La rendicontazione di sostenibilità su base volontaria è a oggi ancora in corso di definizione e i VSME non sono ancora stati oggetto di recepimento nella disciplina normativa europea; ci si augura pertanto che venga compiuto un ulteriore sforzo di dialogo e convergenza per consentire la perfetta sovrapposizione tra gli standard volontari e i dati necessari al sistema creditizio per il reperimento delle informazioni rilevanti ai loro fini.
[1] Disponibile anche sul sito del MEF, www.dt.mef.gov.it.
Si segnala che l’articolo è tratto da “Bilancio, vigilanza e controlli”.
