Le diverse tipologie di manutenzione

Secondo l’OIC 16 le spese di manutenzione relative alle immobilizzazioni materiali vengono classificate, a seconda della natura, in:

  • spese di manutenzione ordinaria;
  • spese di manutenzione straordinaria.

Le spese di manutenzione ordinaria sono rappresentate dagli oneri sostenuti dall’azienda per mantenere invariata la vita utile e la capacità produttiva del bene.  Ad esempio, sono spese di manutenzione ordinaria:

  • le riparazione di guasti,
  • le sostituzione di componenti,
  • la verniciatura e la pulizia.

Tali spese vanno imputate a conto economico nella voce B7 attraverso la seguente scrittura contabile:

 

Diversi                                                                           a                       Debiti v/fornitori

Spese di manutenzione orinaria

Iva a credito

 

Le spese di manutenzione straordinaria sono, invece, di natura incrementativa in termini di vita utile ovvero di capacità produttiva del bene. Si parla di spese di manutenzione straordinaria quando si effettuano:

  • ampliamenti,
  • ammodernamenti,
  • migliorie.

Caratteristica delle spese di manutenzione straordinaria è che le stesse vengono capitalizzate ad incremento del valore del bene.

In particolare, la scrittura contabile è la seguente:

 

Diversi                                                                           a                        Debiti verso Fornitori

Spese di manutenzione da capitalizzare

Iva a credito

 

Macchinari                                    a                        Spese di manutenzione da capitalizzare

 

Può anche succedere che le spese straordinarie siano sostenute su beni di terzi. Al riguardo, l’OIC 24 stabilisce che la capitalizzazione deve avvenire:

  • in I.7) Altre immobilizzazioni immateriali, se le migliorie e le spese incrementative non sono separabili dal bene non avendo autonomia funzionale,
  • altrimenti, in II. Immobilizzazioni materiali, nella specifica voce di appartenenza.

Le spese capitalizzate sul bene seguono le regole di ammortamento dettate per il bene medesimo.

Un ulteriore fattispecie è quella dei costi di manutenzione ordinaria ciclica la cui competenza è “spalmata” in più esercizi. In tal senso, il principio contabile n. 31 “Fondi per rischi e oneri e Trattamento di Fine Rapporto” prevede che:

A fronte delle spese di manutenzione ordinaria svolte periodicamente dopo un certo numero di anni o ore di servizio maturate in più esercizi su certi grandi impianti, …, viene iscritto nello stato patrimoniale un fondo manutenzione ciclica o periodica”.

In pratica, l’obiettivo dell’istituzione del fondo, definito Fondo manutenzioni cicliche, e quindi degli accantonamenti, è proprio quello di far concorrere – secondo competenza – il costo di manutenzione al risultato economico degli esercizi in cui avviene l’usura del bene, benché la manutenzione venga eseguita solo al termine di tale arco temporale.

Al fine di poter effettuare gli accantonamenti è necessario:

  • che la manutenzione, già pianificata, sia eseguita ad intervalli periodici;
  • che vi sia ragionevole certezza che il bene continuerà ad essere utilizzato dall’impresa almeno fino al prossimo ciclo di manutenzione;
  • che la manutenzione avente carattere ciclico non possa essere sostituita da più frequenti, ma comunque sporadici, interventi di manutenzione ovvero dagli annuali interventi di manutenzione ordinaria, i cui costi verrebbero sistematicamente addebitati all’esercizio.

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