L’ISTAT, con nota del 16 aprile 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, a marzo 2026 è pari a 1,437346. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di marzo è pari a 101,5.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +1,5%. Nel primo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano aumenti più contenuti per le famiglie con bassi livelli di spesa e più alti per quelle con livelli di spesa elevati (+1,0% e +1,6% rispettivamente).
A marzo 2026 l’inflazione sale a +1,7% (dal +1,5% di febbraio), soprattutto a causa della risalita dei prezzi degli Energetici (-2,1% da -6,6% di febbraio) e della sensibile accelerazione di quelli degli
Alimentari non lavorati (+4,7% da +3,7%). Pongono, invece, un freno alla crescita del tasso di inflazione i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%) e dei Servizi
relativi ai trasporti (+2,2% da +2,9%).
Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale al +2,2% (da +2,0%), mentre si attenua quello dell’inflazione di fondo (+1,9%, da +2,4%).
A marzo 2026, i prezzi dei beni invertono la tendenza su base annua tornando su valori positivi (da -0,1% a +0,8%), mentre i prezzi dei servizi attenuano il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diminuisce, passando da +3,7 a +2,0 punti percentuali.
Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.
