TFR: indice di rivalutazione di maggio 2026

L’ISTAT, con nota del 16 giugno 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, a maggio 2026 è pari a 2,661543. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di maggio è pari a 102,8.

A maggio 2026 l’inflazione sale a +3,2%, principalmente a causa delle tensioni sui prezzi dei beni energetici non regolamentati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Invece, un effetto di freno alla dinamica dell’inflazione è determinata dai prezzi dei beni alimentari, la cui decelerazione si riflette anche sulla dinamica dei prezzi del “carrello della spesa” (da +2,3% a +1,9%).

Nel mese di maggio l’inflazione di fondo, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, accelera leggermente passando da +1,6% a +1,7%; analogo andamento per l’indice depurato dei soli energetici, che sale da +1,9% a +2,1%. L’inflazione acquisita per il 2026, a maggio, è pari a +2,6%.

Su base annua si registra, inoltre, un aumento più marcato sia per i prezzi dei beni (da +3,1% a +3,4%) sia per quelli dei servizi (da +2,4% a +2,8%), con conseguente riduzione del differenziale tra i 2 comparti a -0,6 punti percentuali, rispetto ai -0,7 del mese precedente.

Il tasso di crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallenta, invece, a +1,9% (dal +2,3% di aprile), mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto mostrano un lieve incremento (da +4,2% a +4,4%).

Sul piano congiunturale, l’aumento dell’indice generale è trainato principalmente dai rincari dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%), degli energetici non regolamentati (+0,4%), nonché degli alimentari non lavorati e degli energetici regolamentati (entrambi +0,3%); si rileva, invece, una flessione nei servizi relativi ai trasporti (-0,6%). A maggio l’inflazione acquisita si attesta al +2,6% per l’indice generale e al +1,5% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un incremento dello 0,3% su base mensile e del 3,2% su base annua (in aumento rispetto al +2,8% del mese precedente e leggermente sotto la stima preliminare del +3,3%). Infine, l’indice FOI al netto dei tabacchi evidenzia una variazione congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale del 3,0%.

Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.

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