L’effetto patrimoniale dell’acquisto di azioni proprie

Ci siamo occupati in un precedente contributo del caso di acquisto delle azioni proprie.

In tale occasione avevamo chiarito che la società può acquistare azioni proprie, interamente liberate, nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato. L’acquisto è deliberato dall’assemblea dei soci la quale stabilisce, al contempo, il numero massimo di azioni acquistabili, il corrispettivo minimo e massimo di acquisto e il tempo (massimo 18 mesi) in cui l’operazione deve essere conclusa.

Ora, dallo scorso 1° gennaio 2016, le imprese che avessero acquistato azioni proprie dovranno procedere con la riduzione del proprio patrimonio netto.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 139/2015 la normativa nazionale, codice civile, dovrà adeguarsi al dettato degli IAS/IFRS con la conseguenza, in relazione alle azioni proprie acquistate, che tale operazione comporterà la riduzione del patrimonio netto.

All’atto dell’acquisto delle azioni di cui trattasi le scritture contabili da eseguire erano le seguenti.

Supponendo che la società X acquisti, in base a delibera assembleare, numero 1.000 azioni proprie del valore nominale di euro 150 la scrittura contabile sarà la seguente:

 

Azioni proprie                 a                      Banca c/c               150.000,00

 

Allo stesso modo occorreva vincolare per tale importo la riserva straordinaria:

 

Riserva straordinaria    a    Riserva per acquisto di azioni proprie   150.000,00

 

La voce azioni proprie rappresentava una voce delle immobilizzazioni finanziarie e quindi l’acquisto delle azioni rappresentava, per così dire, un investimento. Ora con i cambiamenti normativi che ci attendono tale operazione di acquisto delle azioni proprie non rappresenta più un investimento e di contro non comporta più l’iscrizione di una riserva. In particolare dal 2016 sarà necessario eseguire uno “storno” delle poste precedentemente iscritte, in tal senso occorrerà distinguere il caso in cui la società detiene le azioni proprie già dal 31/12/2015 dal caso in cui essa le abbia acquistate successivamente.

Al verificarsi della prima fattispecie le scritture contabili da eseguire saranno le seguenti:

 

Riserva per acquisto di azioni proprie       a      Riserva straordinaria     150.000,00

e

Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio      a     Azioni proprie    150.000,00

 

È chiaro dalla scrittura contabile l’impatto negativo sul patrimonio netto.

 

Nel secondo caso, ovvero di azioni acquistate successivamente al 31/12/2015 si dovrà già tener conto della novellata normativa e quindi la rilevazione contabile da eseguirsi all’atto dell’acquisto delle azioni sarà:

 

Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio            a             Banca c/c

 

La riserva negativa per azioni proprie in portafoglio è stata introdotta dal 2016, essa costituisce la voce X del patrimonio netto come definito dal novellato codice civile.

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