Ancora novità per gli investimenti in start up e pmi innovative

Il Legislatore, a distanza di poco tempo dalla L. 162/2024, è intervenuto nuovamente sulla disciplina relativa alle c.d. start up innovative, pmi innovative e incubatori certificati, con la L. 193/2024 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17.12.2024.

Per quanto riguarda le c.d. start up innovative, modificando il comma 2, dell’articolo 25, D.L. 179/2012, viene introdotto un nuovo requisito consistente nell’essere una microimpresa o una pmi, come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE (lettera a-bis) e nel non svolgere attività prevalente di agenzia e di consulenza.

Sempre l’articolo 25, D.L. 179/2012, è implementato con il comma 2-bis, con cui viene esteso a 5 anni complessivi il tempo di permanenza nella sezione speciale del Registro Imprese, a condizione che, alternativamente, uno dei seguenti requisiti:

  1. a) incremento al 25% della percentuale delle spese di ricerca e sviluppo, come definite al comma 2, lettera h), n. 1);
  2. b) stipulazione di almeno un contratto di sperimentazione con una P.A., ai sensi dell’articolo 158, comma 2, lettera b), D.Lgs. 36/2023;
  3. c) registrazione di un incremento dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica dell’impresa o comunque individuati alla voce A1) del Conto economico, di cui all’articolo 2425, cod. civ., o dell’occupazione, superiore al 50% dal secondo al terzo anno;
  4. d) costituzione di una riserva patrimoniale superiore a 50.000 euro, attraverso l’ottenimento di un finanziamento convertendo o un aumento di capitale a sovrapprezzo che porti ad una partecipazione non superiore a quella di minoranza da parte di un investitore terzo professionale, di un incubatore o di un acceleratore certificato, di un investitore vigilato, di un business angel, ovvero attraverso un equity crowdfunding svolto tramite piattaforma autorizzata, e incremento al 20% della percentuale delle spese di ricerca e sviluppo, come definite dal comma 2, lettera h), n. 1);
  5. e) ottenimento di almeno un brevetto.

Per quanto concerne gli aspetti legati alle forme di incentivazione all’investimento in tali forme societarie, l’articolo 31, L. 193/2024, interviene, ad esempio, sugli incentivi in regime de minimis, alternativi a quelli “ordinari”, prevedendo che la detrazione compete a condizione che l’investimento non produca una partecipazione qualificata superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di governance. Il diritto alla detrazione non sussiste se il contribuente è anche fornitore di servizi alla start up, direttamente, ovvero anche attraverso una società controllata o collegata, per un fatturato superiore al 25% dell’investimento portato a beneficio. Per effetto del nuovo comma 1-bis, introdotto nell’articolo 29-bis, D.L. 179/2012, la detrazione a decorrere dall’1.1.2025, viene incrementata al 65%, rispetto alla precedente misura individuata nel 50%. L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 100.000 euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni; l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento, prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali, salvi i casi indipendenti dalla volontà del contribuente. La detrazione matura, in caso di investimenti in convertendo, a decorrere dalla data della disposizione di bonifico alla start up della somma investita con causale “versamento in conto aumento di capitale”, a condizione che la somma sia iscritta a riserva patrimoniale.

Il successivo articolo 32, L. 193/2024, interviene sugli incentivi previsti per gli incubatori e agli acceleratori certificati, stabilendo che, con decorrenza dal periodo d’imposta 2025, è concesso un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari all’8% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente, ovvero per il tramite di Oicr o di altre società che investano prevalentemente in start up innovative, nel limite di spesa di 1.800.000 euro.

Ai fini del calcolo del credito spettante, l’investimento non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima dei 3 anni comporta la decadenza dal beneficio e il recupero dello stesso, maggiorato degli interessi legali. I contributi sono concessi nei limiti previsti dal Regolamento n. 2023/2831 relativo all’applicazione degli aiuti de minimis.

Con un prossimo Decreto Mimit, di concerto con il Mef, verranno definiti criteri e modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta nonché la definizione delle modalità di verifica, controllo ed eventuale recupero dei benefìci non spettanti.

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

I due incontri affrontano il tema delle comunicazioni all’anagrafe delle holding industriali, partendo dall’analisi di quando un soggetto è obbligato ad effettuare tale adempimento. Si analizzano poi i passaggi propedeutici per l’accreditamento iniziale in quanto soggetto comunicante, oltre che casistiche pratiche di comunicazioni all’anagrafe tributaria. Vengono analizzate altresì, ipotesi di “ravvedimenti” per comunicazioni irregolari o omesse. Si approfondirà inoltre, il tema delle comunicazioni in ambito internazionale, ai fini CRS, FATCA e DAC6.
I relatori saranno sempre a disposizione per rispondere ai quesiti dei partecipanti in contraddittorio con loro.
Il corso si terrà l’8 e il 15/07/2026 (14.30 – 17.30)

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Torna in alto