L’intelligenza artificiale generativa sta modificando il lavoro del commercialista non solo nella produzione di testi, ma soprattutto nel modo di ricercare, selezionare e rielaborare le informazioni. Il valore professionale si sposta dalla mera capacità di reperire fonti alla loro verifica, interpretazione e applicazione al caso concreto.
L’IA cambia il modo di costruire la conoscenza
Quando si parla di Intelligenza Artificiale generativa, il dibattito si concentra quasi sempre sulla sua capacità di scrivere un testo, predisporre una mail o redigere una bozza di documento. È naturale che sia così, perché si tratta dell’aspetto più evidente e immediato della tecnologia. Eppure, osservando i risultati della seconda edizione della ricerca “IA & Commercialisti”, emerge una prospettiva diversa. Il cambiamento più significativo non riguarda tanto ciò che l’Intelligenza Artificiale scrive, quanto il modo in cui il professionista ricerca le informazioni, costruisce la conoscenza e sviluppa il proprio ragionamento.
L’IA generativa, infatti, entra negli Studi soprattutto come strumento di supporto alla ricerca normativa, alla consultazione della prassi, alla sintesi dei documenti e alla rielaborazione delle informazioni. La produzione di documenti rappresenta certamente un’applicazione importante, ma non è ancora quella prevalente. È un dato che descrive bene l’approccio della categoria: il commercialista continua a mantenere il controllo delle decisioni, utilizzando l’Intelligenza Artificiale per alleggerire le attività più ripetitive e dispendiose in termini di tempo, senza rinunciare al proprio ruolo di interprete delle norme e dei dati.
Il nuovo valore del giudizio professionale
Questa è probabilmente la trasformazione più interessante che stiamo osservando. Per lungo tempo una parte rilevante del valore professionale è stata associata alla capacità di reperire rapidamente norme, documenti di prassi, orientamenti e precedenti. Oggi questa fase viene notevolmente accelerata dagli strumenti generativi. Di conseguenza, il ruolo del professionista si concentra sempre più sulle attività che richiedono esperienza e giudizio, dall’individuazione delle fonti realmente pertinenti alla verifica della loro attualità, fino alla loro interpretazione nel caso concreto e all’individuazione della soluzione più adeguata al cliente. L’Intelligenza Artificiale genera contenuti, mentre il commercialista continua a generare fiducia attraverso la propria capacità di valutazione e l’assunzione di responsabilità per le decisioni adottate.
Anche la scelta degli strumenti riflette questa evoluzione. Se nella fase iniziale l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente alle piattaforme generaliste, oggi molti Studi combinano strumenti differenti, affiancando soluzioni verticali dedicate al mondo fiscale e professionale. È il segnale di una crescente maturità. Non esiste un’applicazione capace di rispondere a tutte le esigenze dello Studio, ma un insieme di strumenti selezionati in funzione dell’attività da svolgere, della qualità delle fonti e del livello di affidabilità richiesto.
Allo stesso modo, cresce il numero dei professionisti che utilizzano più di uno strumento di IA generativa e che affiancano soluzioni gratuite a servizi a pagamento. L’attenzione si sta progressivamente spostando dalla curiosità verso la tecnologia alla capacità di scegliere consapevolmente lo strumento più adatto a ogni attività. È un passaggio importante, perché dimostra come l’Intelligenza Artificiale stia diventando parte integrante dell’organizzazione dello Studio e non più soltanto un supporto occasionale.
Nuovi strumenti, nuove responsabilità per lo Studio
Questa evoluzione comporta inevitabilmente nuove responsabilità. L’utilizzo di più piattaforme richiede una maggiore attenzione alla qualità delle fonti, alla tutela dei dati trattati, alla verifica degli output e alla conoscenza delle caratteristiche dei diversi sistemi. Più cresce la capacità dell’IA di produrre contenuti convincenti, più aumenta l’importanza del controllo umano. La responsabilità professionale non diminuisce con l’automazione, al contrario, diventa ancora più centrale.
Dai risultati della ricerca emerge che l’IA generativa sta cambiando il nostro lavoro non soltanto perché ci permette di scrivere più velocemente, ma soprattutto perché modifica il modo in cui costruiamo la conoscenza professionale, analizziamo le informazioni e prendiamo decisioni.
Le attività più ripetitive continueranno a essere progressivamente automatizzate, ma il valore del commercialista si concentrerà sempre più nella capacità di interpretare, contestualizzare e trasformare le informazioni in consulenza. È una prospettiva che non riduce il ruolo del professionista, ma lo rafforza. In un contesto in cui tutti possono ottenere rapidamente una risposta, ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità di comprendere quale sia quella corretta e, soprattutto, di assumersene la responsabilità.
