Utilizzo del credito per imposte versate all’estero

Alfa Srl, negli anni 2016 e 2017, ha prestato servizi tecnici all’estero, nello specifico in Algeria e in Egitto. In Algeria, l’attività ha riguardato l’organizzazione di una linea produttiva per elettrodomestici, mentre in Egitto ha avuto ad oggetto la progettazione di componenti per elettrodomestici.

Per entrambe le commesse, la società ha subito una ritenuta alla fonte pari al 20% dell’importo fatturato, per un totale complessivo pari ad € 76.000 circa. Le prestazioni sono state eseguite senza il supporto di una stabile organizzazione all’estero e con una permanenza inferiore ai 90 giorni.

Negli anni successivi, in applicazione dell’articolo 165, Tuir, la società ha parzialmente recuperato il credito d’imposta derivante dalle ritenute estere, utilizzandolo in compensazione con l’Ires dovuta nel periodo di produzione del reddito. Tuttavia, poiché l’importo delle ritenute era superiore all’imposta dovuta per gli anni 2016 e 2017, la società ha maturato un credito residuo.

A partire dagli esercizi successivi, la società ha registrato delle perdite fiscali e, di conseguenza, non ha più generato redditi imponibili sui quali utilizzare tale credito.

Alla luce di quanto sopra, si chiede se:

  • il credito d’imposta maturato possa essere ancora utilizzato;
  • esista la possibilità di compensarlo con tributi diversi dall’Ires;
  • sia possibile presentare un’istanza di rimborso per le somme non utilizzate.

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