Già dal 2016 aumenta la detrazione sulle spese d’istruzione

La legge di bilancio per il 2017 prevede l’aumento delle detrazioni massime relative alle spese sostenute per la frequenza scolastica dei familiari a carico.

In particolare, l’articolo 1, comma 617, L. 232/2016, novellando l’articolo 15, lettera e-bis), del Tuir, varia l’importo massimo detraibile per alunno o studente, originariamente previsto in 400 euro, aumentandolo a “564 euro per l’anno 2016, a 717 euro per l’anno 2017, a 786 euro per l’anno 2018 e a 800 euro a decorrere dall’anno 2019”.

Ricordando che la detrazione Irpef spettante è pari al 19 per cento, ne deriva che:

  • per l’anno 2016 il beneficio fiscale, per ogni singolo alunno o studente, potrà arrivare fino a 107,16 euro;
  • per l’anno 2017 il beneficio fiscale, per ogni singolo alunno o studente, potrà arrivare fino a 136,23 euro;
  • per l’anno 2018, il beneficio fiscale, per ogni singolo alunno o studente, potrà arrivare fino a 149,34 euro;
  • per l’anno 2019, il beneficio fiscale, per ogni singolo alunno o studente, potrà arrivare fino a 152,00 euro.

Ne discende che, a fronte di una detrazione finora prevista pari a 400 ed un beneficio fiscale pari a 76,00 euro, l’incremento sarà già del 30 per cento in Unico 2017.

In merito alle tipologie di spesa rientranti nella lettera e-bis) in esame, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 3/E/2016, ricordando quanto affermato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, elenca “le tasse, i contributi obbligatori, nonché i contributi volontari e le altre erogazioni liberali, deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica ma non per le finalità di cui alla lettera i-octes”.

In particolare sono oggetto di detrazione:

  • la tassa di iscrizione;
  • la tassa di frequenza;
  • le spesa per la mensa scolastica.

Possono essere portate in detrazione anche le spese sostenute per i servizi scolastici integrativi, quali:

  • l’assistenza al pasto;
  • il pre e il post scuola.

Tali servizi infatti, pur se forniti in orario extracurricolare, sono di fatto strettamente collegati alla frequenza scolastica.

Rimane, invece, in ogni caso escluso dalla detrazione l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Per le erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa, la detrazione opera sempre per una percentuale pari al 19 per cento senza alcun limite.

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