Università ed enti pubblici di ricerca tra i certificatori degli investimenti in R&S&I&D

Il testo del Decreto Semplificazioni fiscali convertito in Legge individua i primi soggetti legittimati al rilascio delle certificazioni degli investimenti in R&S&I&D.

Come noto il Decreto Semplificazioni fiscali ha introdotto una rilevante novità in materia di credito d’imposta R&S&I&D, di cui all’articolo 1, commi 198 e ss. L. 160/2019 e ss.mm.ii.: un facoltativo sistema di certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti nell’ambito della ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica, garantendone “l’applicazione in condizioni di certezza operativa” grazie al suo effetto vincolante nei confronti dell’Amministrazione finanziaria e alla conseguente nullità degli atti, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, difformi da quanto ivi attestato.

Nell’attesa dell’emanazione del DPCM, su proposta del Mise e di concerto col Mef, che era atteso per il 22 luglio scorso e che definirà i requisiti dei certificatori, la modifica apportata dalla Camera dei deputati all’articolo 23, comma 3, D.L. 73/2022 convertito in L. 122/2022 specifica che, tra i soggetti abilitati al rilascio della certificazione siano compresi, in ogni caso:

  • le Università statali;
  • le Università non statali legalmente riconosciute;
  • gli enti pubblici di ricerca.

Il dossier al Decreto Semplificazioni fiscali del Servizio studi precisa che gli enti pubblici di ricerca sono individuati dall’articolo 1 D.Lgs. 218/2016 tra cui figurano, a titolo non esaustivo, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione (INVALSI), l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’energia e lo Sviluppo Sostenibile (ENEA), l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Il citato DPCM potrà individuare dunque ulteriori soggetti pubblici o privati, in aggiunta alle Università e agli enti pubblici di ricerca, abilitati al rilascio della certificazione in quanto in possesso di requisiti “idonei a garantire professionalità, onorabilità e imparzialità”, istituendone un apposito albo dei certificatori tenuto dal Mise.

Il sistema di certificazione delineato dal Decreto semplificazioni si applica alla qualificazione degli investimenti già effettuati o da effettuare nell’ambito delle attività ammissibili al credito d’imposta R&S&I&D in vigore a decorrere dall’esercizio in corso al 31.12.2020, anche in relazione alle attività di innovazione tecnologica con obiettivi di innovazione digitale 4.0 o di transizione ecologica.

Uniche cause di esclusione dall’attestazione sono:

  • l’avvenuta constatazione di violazioni relative all’utilizzo del credito d’imposta R&S&I&D nei medesimi periodi;
  • l’avvio di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.

L’operato dai certificatori sarà soggetto:

  • ad attività di vigilanza secondo modalità definite dal DPCM;
  • al rispetto delle linee guida, che verranno periodicamente elaborate ed aggiornate dal Mise.

Ne emerge dunque un sistema di certificazione subordinato al controllo del Mise che, a tal scopo, è stato autorizzato, dal comma 6 dell’articolo 23 D.L. 73/2022, al reclutamento di un dirigente di livello non generale e di 10 unità di personale non dirigenziale.

Nelle more dello svolgimento del concorso pubblico, il personale non dirigenziale potrà provenire da altre pubbliche amministrazioni, ad esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche e del personale in servizio presso l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza e del personale delle Forze armate e della Polizia di Stato (quest’ultima specifica aggiunta in sede di conversione in Legge), oppure potrà provenire da società e organismi in house (precisazione quest’ultima introdotta dalla Camera dei deputati).

Anche l’iter di richiesta della certificazione sarà regolamentato dal DPCM, per quanto concerne modalità e condizioni di richiesta della certificazione e oneri parametrati ai costi della procedura.

Nel complesso il Decreto Semplificazioni ha dunque delineato un sistema di certificazione attivabile dal contribuente, a propria tutela, la cui efficacia sarà garantita dalla compresenza dei seguenti elementi:

  • certificatori qualificati e sottoposti a vigilanza;
  • qualificazione degli investimenti secondo linee guida del Mise;
  • procedura di richiesta della certificazione e relativi oneri disciplinati dal DPCM;
  • effetto vincolante della certificazione nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Unica deroga al sopra citato effetto vincolante è rappresentata dall’eventualità, contemplata dal comma 4 dell’articolo 23 D.L. 73/2022, in cui “sulla base di una non corretta rappresentazione dei fatti, la certificazione venga rilasciata per una attività diversa da quella concretamente realizzata”.

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

I due incontri affrontano il tema delle comunicazioni all’anagrafe delle holding industriali, partendo dall’analisi di quando un soggetto è obbligato ad effettuare tale adempimento. Si analizzano poi i passaggi propedeutici per l’accreditamento iniziale in quanto soggetto comunicante, oltre che casistiche pratiche di comunicazioni all’anagrafe tributaria. Vengono analizzate altresì, ipotesi di “ravvedimenti” per comunicazioni irregolari o omesse. Si approfondirà inoltre, il tema delle comunicazioni in ambito internazionale, ai fini CRS, FATCA e DAC6.
I relatori saranno sempre a disposizione per rispondere ai quesiti dei partecipanti in contraddittorio con loro.
Il corso si terrà l’8 e il 15/07/2026 (14.30 – 17.30)

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Torna in alto