Iperammortamento: via libera alle prenotazioni

L’iperammortamento entra nella fase operativa con l’avvio delle comunicazioni preventive sulla piattaforma GSE “NPTR5”. La procedura consente di prenotare gli investimenti in beni 4.0 e impianti FER, ma richiede un’attenta pianificazione degli acconti, dati tecnici puntuali e un significativo presidio documentale.

L’iperammortamento è entrato nella sua prima fase operativa, caratterizzata dalla prenotazione delle risorse a valere su investimenti in beni 4.0 e/o impianti FER agevolabili. 

Infatti, dalle ore 12 del 12 giugno è possibile compilare e trasmettere una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva. 

Con il Decreto direttoriale del 10 giugno, pubblicato sul sito ministeriale l’11 giugno insieme al Decreto attuativo del 7 maggio, il MIMIT ha approvato i modelli di comunicazione e le istruzioni operative, sancendo l’operatività della piattaforma “NPTR5”, accessibile dall’Area Clienti del sito GSE tramite SPID, CIE o credenziali.  

Tuttavia, l’accesso tramite SPID risulta obbligatorio per la sottoscrizione e l’invio della comunicazione e per il conferimento della delega alla firma. 

Al seguente link sono disponibili le istruzioni operative per l’invio della comunicazione, la guida alla piattaforma “NPTR5” e il modello di comunicazione preventiva: clicca qui

Le fasi successive, contraddistinte da una o più comunicazioni di conferma degli investimenti prenotati, una o più comunicazioni di completamento e comunicazioni periodiche per il monitoraggio della misura, saranno attivate con successivi provvedimenti direttoriali

In sede di compilazione e invio delle comunicazioni preventive per l’accesso all’iperammortamento, devono essere tenuti in considerazione alcuni elementi fondamentali. 

Il momento di trasmissione dei modelli deve essere pianificato in relazione al vincolo al versamento degli acconti. 

Infatti, entro 60 giorni lavorativi dalla ricezione di esito positivo della prenotazione l’impresa è tenuta a inviare la comunicazione di conferma, «indicando per ciascun bene se l’investimento è confermato o decaduto e attestando l’avvio tramite un acconto di almeno il 20% del costo, con indicazione della data e dell’importo del pagamento nonché dei dati delle fatture relative ai costi agevolabili». 

Via libera, dunque, alle preventive relative a investimenti già avviati o perfezionati, mentre, in caso di programmazioni a medio termine, è opportuno valutare le tempistiche, tenuto conto della finestra temporale quasi triennale di operatività dello strumento agevolativo. 

La procedura di accesso all’iperammortamento è gestita dal GSE tramite una piattaforma informatica, denominata “NPTR5”, similare a quello del credito d’imposta Transizione 5.0. 

La compilazione guidata richiede l’acquisizione preventiva di una serie di informazioni aggiuntive, che non risultavano necessarie ai fini del credito d’imposta 4.0: 

  • i dati catastali della struttura produttiva (codice catastale del Comune, sezione, foglio, particella prevalente e sub prevalente); 
  • la data di interconnessione prevista per i beni degli Allegati IV e V annessi alla Legge n. 199/2025, compresa tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028; 
  • se trattasi di componenti di beni complessi, con eventuale descrizione del bene complesso e del componente; 
  • in caso di investimenti in impianti FER, specifici dati relativi all’autoconsumo e autoproduzione di energia, la tipologia di energia rinnovabile, la potenza, la data prevista di entrata in funzione, la categoria b) o c) di impianto fotovoltaico iscritto al registro Enea;  
  • il coefficiente di ammortamento di ciascun beneex D.M. 31 dicembre 1988. 

La piattaforma “NPTR5” risulta, nel complesso, molto intuitiva, anche se la compilazione delle comunicazioni preventive, articolata in 10 step o sezioni, non è immediata. 

Più in generale, la procedura di accesso all’iperammortamento appare articolata e onerosa, considerando l’obbligatorietà delle comunicazioni di conferma, completamento e periodiche, e la necessità di acquisizione delle perizie tecniche asseverate e delle certificazioni contabili, con costi non recuperabili a carico delle imprese.

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