Il nuovo Decreto del Ministero del Turismo apre un’importante opportunità di finanziamento per imprese e aggregazioni turistiche che intendono realizzare progetti tra 1 e 15 milioni di euro. Le imprese possono investire in sostenibilità, digitalizzazione, accessibilità e riqualificazione dei servizi.
Premiati i progetti di rete con impatto su territori, borghi e destagionalizzazione.
Come possono le imprese turistiche finanziare progetti di sviluppo, innovazione e sostenibilità nei prossimi mesi?
Il settore turistico italiano si prepara ad accogliere una delle più importanti opportunità di finanziamento degli ultimi anni. Con il Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2026, prende forma una nuova misura nazionale destinata a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo dell’offerta turistica, la sostenibilità, la digitalizzazione e la competitività delle imprese del comparto.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche nazionali volte a rafforzare il turismo come motore di crescita economica, favorendo progetti capaci di generare effetti duraturi sui territori e contribuire all’evoluzione dell’intero ecosistema turistico italiano.
A differenza di molti strumenti tradizionali rivolti esclusivamente alle strutture ricettive, il nuovo intervento ministeriale adotta una visione più ampia del turismo, sostenendo investimenti finalizzati a:
- destagionalizzare i flussi turistici;
- digitalizzare l’offerta e i servizi;
- rafforzare le filiere turistiche territoriali;
- promuovere il turismo sostenibile;
- migliorare l’accessibilità delle destinazioni;
- incrementare la competitività delle imprese;
- favorire il rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance).
L’obiettivo è costruire un sistema turistico più moderno, innovativo e resiliente, in grado di competere efficacemente sui mercati internazionali.
La nuova misura nazionale rappresenta un importante strumento di politica industriale applicato al turismo. L’attenzione verso digitalizzazione, sostenibilità, accessibilità e sviluppo delle filiere conferma la volontà del Legislatore di accompagnare il settore verso modelli di crescita più innovativi e competitivi.
La misura è destinata a una platea ampia di soggetti operanti nel settore turistico.
Particolarmente interessante è la possibilità di presentare progetti in forma aggregata attraverso reti di imprese e altre forme di collaborazione strutturata. Il Decreto riconosce, infatti, un ruolo centrale alle aggregazioni imprenditoriali capaci di sviluppare progetti integrati e di filiera.
Questa impostazione apre opportunità significative per:
- consorzi turistici;
- reti di imprese;
- gruppi alberghieri;
- operatori dell’extralberghiero;
- imprese culturali e creative;
- soggetti che promuovono il turismo esperienziale e territoriale.
Le spese ammissibili coprono un ventaglio molto ampio di interventi.
Tra gli investimenti finanziabili rientrano:
- riqualificazione ed efficientamento energetico: sono ammissibili interventi destinati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e delle strutture turistiche, inclusi impianti di climatizzazione, sistemi di riscaldamento e raffrescamento, soluzioni per il risparmio energetico e infrastrutture per la mobilità elettrica;
- digitalizzazione e innovazione tecnologica: grande attenzione viene riservata alla trasformazione digitale attraverso:
- software gestionali;
- piattaforme digitali;
- sistemi di prenotazione avanzati;
- strumenti di automazione;
- soluzioni basate sull’intelligenza artificiale;
- infrastrutture digitali e cablaggio delle strutture;
- riqualificazione dei servizi turistici: possono essere finanziati interventi riguardanti:
- piscine;
- centri wellness;
- impianti termali;
- centri congressi;
- spazi per eventi;
- servizi destinati al miglioramento dell’esperienza turistica e dell’accessibilità;
- proprietà intellettuale e know-how: il decreto include inoltre l’acquisto e lo sviluppo di:
- software;
- brevetti;
- licenze;
- know-how specialistico;
- tecnologie innovative.
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda la dimensione degli investimenti ammissibili.
Il valore dei progetti deve essere compreso tra:
- 1 milione di euro (investimento minimo);
- 15 milioni di euro (investimento massimo).
Si tratta, pertanto, di uno strumento particolarmente interessante per imprese e aggregazioni che intendano realizzare programmi di sviluppo ambiziosi e con forte impatto sul territorio.
L’analisi dei criteri adottati dal Ministero del Turismo nelle recenti iniziative del Fondo Unico Nazionale per il Turismo consente di individuare alcuni elementi destinati a giocare un ruolo determinante nella valutazione delle proposte.
Saranno particolarmente valorizzati i progetti che:
- favoriscono la destagionalizzazione;
- promuovono borghi e aree interne;
- incrementano l’accessibilità;
- generano nuova occupazione giovanile;
- valorizzano la parità di genere;
- integrano strumenti digitali avanzati;
- promuovono il Made in Italy;
- sviluppano il turismo esperienziale;
- creano reti tra imprese e territori.
In altre parole, non sarà sufficiente realizzare un investimento edilizio o acquistare nuove attrezzature: sarà necessario dimostrare l’impatto del progetto sullo sviluppo turistico del territorio.
Particolarmente interessanti risultano le prospettive per le aree interne, i borghi e le destinazioni meno conosciute, che rappresentano una delle priorità strategiche del Piano Strategico del Turismo 2023-2027.
Progetti capaci di valorizzare le identità territoriali, creare nuove esperienze turistiche, sviluppare percorsi tematici e integrare cultura, enogastronomia, ambiente e tradizioni locali potranno beneficiare di un contesto particolarmente favorevole.
