30 novembre 2018

Corsa al regime forfettario… ma conviene davvero?

di Fabio Garrini Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

Tra le ipotesi di modifica contenute nel Disegno di Legge di Bilancio per il 2019 vi è un ampliamento dell’ambito di applicazione del regime forfettario, originariamente introdotto dalla L. 190/2014.

In un precedente intervento abbiamo affrontato le novità che dovrebbero entrare in vigore a decorrere dal prossimo anno, segnalando sia gli aspetti positivi – l’innalzamento del tetto di ricavi / compensi incassati e l’eliminazione del vincolo riguardante l’ammontare dei beni strumentali – che quelli negativi – sintetizzabili sostanzialmente nella nuova causa di esclusione riguardante il possesso di partecipazioni societarie.

Molti contribuenti stanno già ipotizzando di passare a tale regime, allettanti da una tassazione in misura fissa al 15%, beneficiando peraltro dell’esonero dall’obbligo di emissione della fattura elettronica, a favore della tradizionale modalità analogica.

Va però osservato come tale regime in molte situazioni possa risultare privo di vantaggi concreti, se non addirittura svantaggioso: in attesa di poter apprezzare la versione definitiva del provvedimento, per iniziare a pianificare la gestione 2019, vale la pensa di focalizzare l’attenzione sulle considerazioni di convenienza che potrebbero consigliare o meno l’utilizzo del nuovo regime, mettendo a confronto pro e contro.

Le valutazioni di convenienza

In vista del nuovo anno, sulla base delle modifiche normative ad oggi note, è possibile fare qualche considerazione circa la convenienza o meno ad accedere al regime forfettario, ricordando che sono molte le variabili in gioco, che richiedono una valutazione specifica caso per caso.

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Forfettari e semplificati: le regole in vigore nel 2019