Il CSM si è pronunciato in data 22 luglio 2026 circa la possibilità riconosciuta ai magistrati di utilizzare l’AI nelle attività che coinvolgono gli atti di causa. È esclusa la fase decisionale. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha così approvato l’aggiornamento delle raccomandazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia, che integra le raccomandazioni del 8 ottobre 2025. Anche prima era dunque ammesso l’uso dell’AI da parte della magistratura. La novità è sostanzialmente contenuta nella previsione che l’uso di Copilot può ora essere esteso in via sperimentale “anche ad attività che coinvolgono atti giudiziari” nei limiti della fase analitica e ricostruttiva del processo.
La domanda che interessa gli avvocati è se questa novità possa in qualche modo interessare l’attività dell’avvocato.
I vostri atti hanno un altro lettore prima del magistrato
Dal 1 gennaio 2026 il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia ha esteso Copilot a tutti i magistrati togati, integrandolo nel pacchetto Microsoft 365 già in uso. I magistrati non sono obbligati a utilizzare l’AI; infatti, chi non ha interesse può compilare un modulo per vedere disattivata questa licenza dal proprio account.
Se fino ad oggi gli atti depositati venivano letti esclusivamente dal magistrato incaricato, da oggi dunque la situazione cambia leggermente. Se depositate, per esempio, una comparsa corposa, prima che la legga il magistrato è probabile che intervenga l’AI. Il suo ruolo può essere quello di sintetizzare i punti principali, classificare i contenuti, confrontarla con atti della controparte. Lo strumento di intelligenza artificiale che il CSM ha individuato come disponibile per i magistrati è, come abbiamo visto, Copilot di Microsoft e nessun altro.
Qual è il perimetro di utilizzo per i magistrati?
Vediamo ora cosa possono fare i magistrati con Copilot. Sono dodici gli attuali usi consentiti, i prime sette riprendono in forma condensata quelli già ammessi da ottobre 2025 e gli ultimi cinque sono new entry.
Restano ferme le previsioni di cui all’art. 15 della L. 132/2025:
- autonomia decisionale del magistrato;
- supervisione umana obbligatoria su ogni output;
- sovranità e protezione dei dati;
- divieto di profilazione tramite tecniche RAG sugli archivi della giustizia;
- conformità all’AI Act, al GDPR e alla legge n. 132/2025.
Vediamo ad oggi cosa possono fare i magistrati con Copilot di Microsoft:
- Ricerche dottrinali e supporto alla consultazione di banche dati.
- Sintesi di provvedimenti ostensibili e contributi dottrinali, per classificazione e archiviazione tematica.
- Supporto all’organizzazione e alla gestione degli uffici: report statistici, analisi di conformità tra programmi di gestione e dati di registro, bozze di relazioni su incarichi direttivi e semidirettivi, gestione dei calendari d’udienza.
- Supporto agli uffici «affari semplici», per attività seriali e a bassa complessità giuridica.
- Revisione linguistica e stilistica di testi.
- Produzione di tabelle, grafici e materiali illustrativi.
- Traduzione assistita di testi giuridici, con verifica umana obbligatoria.
Cosa è stato Introdotto il 22 luglio 2026, in via sperimentale? Cinque nuove attività, purché riconducibili alla fase analitica e ricostruttiva del processo e a condizione che non incidano su valutazioni giuridiche, interpretative o decisionali:
- Classificazione e categorizzazione degli atti processuali per tipologia e funzione.
- Analisi strutturata del contenuto degli atti delle parti, ai fini della ricostruzione delle posizioni processuali.
- Sintesi documentale di atti giudiziari, per finalità di classificazione e archiviazione tematica.
- Confronto tra le posizioni processuali delle parti, ai fini dell’individuazione del thema decidendum e del thema probandum.
- Compilazione assistita di atti standardizzati e di moduli (quali i mandati di arresto europeo), con supervisione e completamento obbligatori da parte del magistrato.
Restano, dunque, rigorosamente escluse dall’applicazione dell’AI la formulazione del dispositivo della sentenza e la redazione dei provvedimenti giurisdizionali.
La ratio è che devono rimanere riservate al magistrato – in quanto rientrano nel “nucleo della funzione giurisdizionale” – tutte le situazioni che si traducono nell’adozione e predisposizione di provvedimenti, nella valutazione autonoma delle prove o nella formazione del convincimento del giudice.
In buona sostanza, il giudice non deve impostare la decisione mediante l’utilizzo dell’AI, ma deve limitarsi a organizzare il materiale su cui baserà il suo giudizio. Copilot entra così nel processo valutativo del giudice come mero supporto organizzativo e mai come estensore di decisioni o provvedimenti.
L’elenco di cui sopra non è un numerus clausus, ma è meramente esemplificativo e non esaustivo. Il provvedimento del CSM rinvia poi al 2 dicembre 2027 eventuali estensioni e rivalutazioni di altri strumenti o utilizzi, che dovrà passare necessariamente da sistemi certificati ai sensi dell’AI ACT.
Ad oggi la previsione di anonimizzazione dei documenti – inizialmente obbligatoria – è stata ammorbidita come “raccomandata quale buona pratica”. La conseguenza è che i dati dei clienti contenuti negli atti depositati entrano nel sistema in chiaro, in un ambiente protetto (com’è quello di Microsoft Copilot), ma che è considerato dallo stesso CSM non ancora “maturo”.
Una incongruenza va segnalata: se da un lato il CSM dà il suo via libera all’utilizzo di Copilot di Microsot, dall’altro valuta Copilot come uno strumento di AI utile per finalità generali e non per la funzione giudiziaria, presentando esso lacune e limitazioni. Nonostante ciò, la magistratura risulta essere in “svantaggio” sull’uso dell’AI rispetto all’avvocatura, pertanto l’uso di Copilot, anche se non è uno strumento nato per la funzione giudiziaria, serve temporaneamente a colmare questa distanza.
L’avvocato ha un vantaggio ad usare Copilot?
Torniamo dunque alla domanda iniziale: come impatta questa decisione nell’esercizio della funzione difensiva dell’avvocato. Molti avvocati si stanno ponendo la domanda se non sia il caso di utilizzare anche loro Copilot, in modo che lo strumento utilizzato sia lo stesso dell’organo giudicante, per cui potrebbe rappresentare un vantaggio ab origine.
La risposta è no, nessun vantaggio rispetto all’uso di altri sistemi di intelligenza artificiale.
Partiamo con il dire che Copilot non è un tool AI uguale per tutti: dipende molto da come viene impostato, dalla personalizzazione che viene data e dal tenant in cui gira. Per i magistrati il tenant è quello del Ministero della Giustizia con “Advaced Data Residency”, quindi i dati sono mantenuti sul territorio nazionale, isolamento logico rispetto ad ogni altro tenant e, ovviamente, nessun utilizzo dei dati per addestrare il modello.
Il Copilot che potrebbe utilizzare l’avvocato girerebbe in un tenant completamente diverso, avrebbe altre impostazioni e personalizzazione. Nemmeno per gli stessi magistrati la configurazione è la stessa: ciascuno può personalizzare e settare il proprio secondo preferenze e utilizzi.
Un’ultima considerazione riguarda l’utilizzo di strumenti specialistici da parte dell’avvocato. Oggi esistono molti software di case editrici specializzate e di software house che risultano più performanti e avanzati rispetto a uno strumento generalista non nato per il sistema giudiziario, qual è Copilot. Pertanto, se l’avvocato scegliesse di utilizzare Copilot pensando di poter così anticipare decisioni o stile decisionale del magistrato, commetterebbe un doppio errore: utilizzare uno strumento generalista, invece di un proprio strumento specialistico, e pensare che Copilot sia uguale per tutti, quando così non è.
Quello che in concreto si potrebbe fare, invece, è simulare la lettura che potrebbe fare il giudice del proprio atto depositato mediate l’uso di Copilot. Non otterremmo con certezza ciò che vedrà il giudice, ma potremmo avere un’idea di come l’atto potrebbe essere sintetizzato e i contenuti raggruppati.
La conclusione a cui possiamo giungere è che il miglior investimento per un avvocato è scegliere gli strumenti di AI adeguati alla propria attività e imparare a usarli al meglio, mantenendo controllo, supervisione e centralità strategica decisionale. Il resto, come sempre, verrà da sé.
