È stato pubblicato sulla G.U. n. 241 del 16 ottobre 2026, ed è in vigore dal 17 ottobre 2026, il D.L. 16 ottobre 2026, n. 185, recante misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, nonché interventi per il rilancio industriale del territorio e la sostenibilità ambientale. Il provvedimento interviene, in particolare, sugli ammortizzatori sociali, sulla ricollocazione dei lavoratori delle imprese in amministrazione straordinaria, sulla salvaguardia degli impianti dell’area a caldo e sulla promozione di nuovi investimenti industriali.
Per i lavoratori dipendenti delle imprese dell’indotto di stabilimenti di interesse strategico nazionale, che sospendono o riducono l’attività a causa della crisi dell’impresa committente sottoposta ad amministrazione straordinaria, è prevista, dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, un’integrazione al reddito con relativa contribuzione figurativa, di importo pari a quello previsto per i trattamenti di integrazione salariale. La misura è riconosciuta anche ai dipendenti di Adi Servizi Marittimi s.r.l. in amministrazione straordinaria. Il sostegno è subordinato alla sussistenza di un rapporto di monocommittenza o di un influsso gestionale prevalente della committente. Quest’ultimo requisito ricorre quando, nel biennio precedente al 1° settembre 2026, i corrispettivi fatturati alla committente superano il 50% del fatturato complessivo dell’impresa dell’indotto. È, inoltre, necessaria una certificazione dei commissari straordinari che attesti l’effettiva consistenza dei rapporti contrattuali.
La domanda dev’essere presentata telematicamente dal datore di lavoro all’INPS, indicando i lavoratori interessati e i periodi di sospensione o riduzione dell’attività, previa informazione alle organizzazioni sindacali. La procedura è semplificata: non è necessario produrre la documentazione relativa alle difficoltà finanziarie dell’impresa e non è dovuto il contributo addizionale. Il trattamento è incompatibile con gli altri strumenti di integrazione salariale, ma i periodi autorizzati non si computano ai fini della durata massima complessiva degli ammortizzatori.
Le risorse stanziate ammontano a 27,3 milioni di euro per il 2026 e 56,1 milioni per il 2027.
Un analogo intervento è previsto per i dipendenti di Acciaierie d’Italia s.p.a. in amministrazione straordinaria destinatari della CIGS nel 2026 e nel 2027. Per integrare il trattamento economico e sostenere anche la formazione professionale connessa alla gestione delle bonifiche sono stanziati 15 milioni di euro per il 2026 e 30 milioni per il 2027, per complessivi 45 milioni. Nel 2027 i lavoratori potranno, inoltre, essere impiegati, attraverso convenzioni con le Amministrazioni pubbliche del territorio, in attività di pubblica utilità, nel limite di 10 milioni di euro. Le somme percepite per tali attività riducono proporzionalmente l’integrazione salariale.
Per i beneficiari di entrambi gli interventi è previsto l’inserimento d’ufficio nel SIISL, con obbligo di sottoscrivere il curriculum vitae, il patto di attivazione digitale e il patto di servizio. Il mancato rispetto degli obblighi può determinare la decadenza dal trattamento. In particolare, il beneficio viene meno in caso di rifiuto ingiustificato di un percorso di formazione o riqualificazione, di mancata frequenza o di rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, con un livello retributivo non inferiore del 20% rispetto a quello delle mansioni di provenienza. Gli obblighi operano quando l’attività lavorativa o formativa si svolge entro 50 km dalla residenza oppure è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi pubblici.
Il decreto introduce, inoltre, un incentivo per le imprese che assumono i lavoratori di Acciaierie d’Italia o di ILVA in amministrazione straordinaria. Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027 è riconosciuto, per un massimo di 24 mesi, l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi e contributi INAIL, fino a 8.000 euro annui per ciascun lavoratore. L’agevolazione non incide sull’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
L’esonero è subordinato al mantenimento del rapporto per almeno 48 mesi, all’assenza di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva nei 6 mesi precedenti e alla corresponsione di un trattamento economico non inferiore al “salario giusto” previsto dal D.L. n. 62/2026.
Il beneficio non spetta per il lavoro domestico e l’apprendistato, non è cumulabile con altri incentivi e non si applica ai datori con assetti proprietari coincidenti o rapporti di controllo o collegamento con le società interessate, né ai soggetti che ne acquisiscano i complessi aziendali o rami d’azienda.
L’INPS effettuerà il monitoraggio mensile della spesa e potrà interrompere l’esame delle domande al raggiungimento dei limiti finanziari.
In aggiunta all’esonero, ai datori di lavoro è riconosciuto un contributo di 20.000 euro per ciascun lavoratore assunto, proporzionalmente ridotto in caso di part-time con orario almeno pari al 50%. Il contributo è erogato in 2 quote, dopo 6 e 24 mesi dall’assunzione, previa verifica della permanenza del rapporto. È revocato, con recupero delle somme, se il rapporto cessa prima di 48 mesi per licenziamento, salvo giusta causa o giustificato motivo soggettivo, o per risoluzione consensuale. Non determina revoca la cessazione per dimissioni.
L’operatività delle misure è subordinata all’emanazione delle circolari e delle istruzioni da parte dell’INPS.
Il decreto prevede anche un Piano degli investimenti per le iniziative superiori a 10 milioni di euro nelle aree ex ILVA e in quelle demaniali confinanti o attigue. I progetti potranno essere dichiarati di interesse strategico e beneficiare di procedure autorizzative accelerate. Per i contratti di sviluppo collegati al Piano è prevista una procedura “fast track” e le imprese che aumenteranno l’occupazione dovranno dare priorità ai percettori di sostegno al reddito, ai disoccupati dell’ex ILVA e ai lavoratori dell’indotto.
È istituito, infine, il distretto di accelerazione industriale Brindisi-Taranto per le tecnologie a zero emissioni nette, con interventi su infrastrutture, investimenti privati e formazione della forza lavoro. Il Dipartimento per il Sud opererà come punto di contatto unico per le autorizzazioni.
Il provvedimento aumenta inoltre da 100,5 a 141 milioni di euro le risorse destinate alle misure finanziarie per il settore, assegna 1 milione di euro annuo dal 2027 al Tecnopolo mediterraneo per lo sviluppo sostenibile e rifinanzia l’APE sociale con 6 milioni di euro per il 2027, 40 milioni per il 2028 e 13 milioni per il 2029.
