Interpretazione del contratto collettivo in caso di lessico ambiguo

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 19 febbraio 2020, n. 4189, ha stabilito che nell’interpretazione di un contratto collettivo, il principio “in claris non fit interpretatio” non trova applicazione quando le espressioni letterali utilizzate, benché chiare, non siano univocamente intellegibili, sicchè in detta ipotesi dovrà ricercarsi la comune intenzione delle parti facendo ricorso a tutti i criteri ermeneutici rivelatori della volontà dei contraenti.

 

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