Dipendente accusato di furto: le videoregistrazioni hanno valore probatorio

La Corte di Cassazione, Sezione penale V, con sentenza 28 settembre 2015, n.39206, ha statuito che è legittimo utilizzare nel processo penale le registrazioni effettuate dalla videocamera di sorveglianza posta dal datore di lavoro all’interno dei locali aziendali, anche nel caso in cui l’imputato sia un dipendente accusato di furto. Tali registrazioni hanno pieno e legittimo valore probatorio e non violano né l’art.4 St.Lav. né la normativa a tutela della privacy (D.Lgs. n.196/03), in quanto la Società ha il potere di esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale messo a rischio da possibili condotte infedeli dei propri dipendenti.

Le norme dello Statuto dei Lavoratori, infatti, tutelano la riservatezza del lavoratore, ma non escludono né la possibilità dei controlli difensivi del patrimonio aziendali né il loro valore probatorio.

La Cassazione penale ha confermato l’utilizzabilità delle registrazioni effettuate dalle telecamere interne della farmacia in cui lavorava l’imputata, accusata di aver rubato dei farmaci e denunciata dallo stesso datore di lavoro per furto.

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