Riaddebito costi fatturati in reverse charge

Una società italiana detiene in affitto un immobile di proprietà di una società spagnola che ha attivato un rappresentante italiano.

La società conduttrice ha fatto fare diversi lavori edili (e sugli impianti) sul capannone, i quali sono stati fatturati dai fornitori, quasi tutti in regime di reverse charge ex articolo 17, comma 6, lettera a-ter, D.P.R. 633/1972, direttamente alla conduttrice (quelli non fatturati in reverse charge riguardano fornitura di beni con posa, non opere edili o su impianti).

Ora, in accordo con la società proprietaria, la società conduttrice procederà a riaddebitare alla società proprietaria tali lavori eseguiti.

Tra professionisti si sta valutando la corretta applicazione dell’Iva su tali fatture di riaddebito lavori.  Si sta valutando se è corretta la rifatturazione con Iva dei lavori, considerando il fatto che la società conduttrice dell’immobile non ha materialmente eseguito i lavori e non ha codice Ateco rientrante tra quelli previsti per l’applicazione del reverse charge ex articolo 17, comma 6, lettera a-ter, D.P.R. 633/1972, o se è corretto eseguire il riaddebito in reverse charge, per il fatto che sostanzialmente trattasi di lavori eseguiti su capannone e va riaddebitato il costo con il medesimo trattamento iva avuto in origine.

Si evidenzia che la società conduttrice ha trattato direttamente con i fornitori per tali lavori, senza “spendere” il nome della società proprietaria.

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