Regime impatriati anche se il datore di lavoro è estero?

Lorenzo ha trasferito la propria residenza in Italia a partire da novembre 2020 iscrivendosi ad un comune italiano dopo esser stato fiscalmente residente in Francia da più di 5 anni. Lorenzo è in procinto di sottoscrivere un contratto di lavoro con un’azienda estera. Il lavoro si svolgerà in modalità “smart-working” direttamente da casa di Lorenzo. Si chiede se Lorenzo possa comunque godere del regime agevolato per gli impatriati in quanto, seppur il lavoro sarà svolto in Italia, il titolare del rapporto è un soggetto non residente.


Come noto, l’articolo 16 D.Lgs. 147/2015 prevede, al comma 1, che i redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato concorrono alla formazione del reddito limitatamente al 30 per cento del loro ammontare se, congiuntamente,

a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a risiedere in Italia per almeno due anni;

b) l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano.

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