L’accertamento IMU riguardante i terreni edificabili basato sul “valori tabellari” deve essere preceduto da contraddittorio

Mario Rossi è proprietario di un terreno edificabile; ai fini IMU aveva dichiarato il valore di 100.000 euro e su tale importo annualmente ha versato la corrispondente IMU.

Nel corso del mese di settembre 2025 il Comune notifica diversi avvisi di accertamento contestando, per le annualità 2020-2024, per tale terreno un maggior valore, pari a 150.000 euro, pretendendo la maggiore imposta (oltre a sanzioni ed interessi).

Mario Rossi ha contestato al Comune il fatto di non aver attivato il contraddittorio preventivo; il Comune si è difeso affermando che l’accertamento è stato condotto sulla base dei valori approvati, pertanto, gli accertamenti notificati devono considerarsi atti automatizzati non soggetti a tale onere.

La tesi del Comune è fondata? E’ possibile presentare ricorso per far valere le regioni del contribuente?

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