Il conferimento dell’azienda estera è neutrale?

La società Alfa Srl (italiana) svolge attività in Italia e all’estero in uno Stato Extra Ue. Alfa Srl intende conferire il ramo dell’attività svolta all’estero in una NewCo Beta Srl, da essa interamente partecipata. Il conferimento del ramo d’azienda extraUe può godere del regime di neutralità fiscale ex articolo 176, comma 1, Tuir? L’atto di conferimento può avvenire in Italia? È necessaria la perizia?


È sicuramente pacifica la neutralità fiscale dei conferimenti aziendali in ambito nazionale, alla luce di quanto disposto dall’articolo 176, comma 1, Tuir.

Anche il conferimento in ambito comunitario, generalmente, nel rispetto di determinate condizioni, gode del regime di neutralità fiscale, stante il rinvio dell’articolo 179 Tuir all’articolo 176.

Se, diversamente, l’azienda è situata all’estero, il conferimento da parte di un soggetto italiano potrebbe non godere del regime di neutralità, ricadendo così nel regime generale dell’articolo 9 Tuir che comporta il realizzo a valore normale.

Nel caso oggetto del quesito, sia il soggetto che conferisce (conferente: Alfa Srl), sia quello che riceve (conferitario: Beta Srl) sono soggetti fiscalmente residenti in Italia. L’azienda/le aziende oggetto di conferimento sono, invece, localizzate all’estero (extra Ue).

Focalizziamoci quindi sulla disciplina riservata ai conferimenti che coinvolgono aziende situate all’estero.

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