Gli adempimenti in caso di immissione in libera pratica in regime Iva 42

Domanda

Si presenta il seguente caso: acquisto di merce extracomunitaria fatto da un soggetto italiano che viene rivenduta (dallo stesso soggetto italiano) a un soggetto passivo Iva francese. La merce, che fa dogana in Polonia (l’immissione in libera pratica in regime Iva 42 è stata gestita da un rappresentante fiscale polacco nominato dal soggetto italiano), è inviata direttamente in Francia all’acquirente finale (senza passare per l’Italia).

Il dubbio verte sulla eventuale necessità di certificazione (attraverso un documento fiscalmente rilevante in Italia) del primo passaggio e, cioè, dell’acquisto della merce extracomunitaria da parte del soggetto italiano.

È necessario assolvere, seppure senza effettivo versamento (poiché la merce è acquistata in regime 42), l’Iva all’atto dell’immissione in libera pratica della merce in Polonia e, in caso affermativo, chi e come debba procedere all’assolvimento (il soggetto italiano o il rappresentante fiscale polacco)?

Si precisa che il soggetto italiano ha provveduto a:

  • registrare il documento di vendita emesso dal cedente extraeuropeo come non rilevante ai fini Iva;
  • registrare la fattura dello spedizioniere per la rilevazione dei dazi in importazione;
  • emettere fattura al proprio cliente francese per la cessione intracomunitaria non imponibile ai sensi dell’articolo 41, D.L. 331/1993.

Si precisa, infine, che la bolla doganale non è stata oggetto di registrazione vista la presunta irrilevanza ai fini Iva.

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