Credito d’imposta per beni strumentali complessi: quale disciplina applicare?

Un’impresa ha acquisito un nuovo impianto che rappresenta un investimento complesso, costituito da un insieme di beni e servizi, consegnati in tempi differenti da fornitori terzi: qual è il corretto criterio di individuazione della disciplina applicabile e quali spese possono essere considerate?


L’investimento in un bene strumentale complesso si sostanzia generalmente in una serie di atti di investimento realizzati per mezzo di diverse e autonome acquisizioni di beni e servizi effettuate presso diversi fornitori, principalmente attraverso “n” contratti di compravendita e/o contratti di appalto.

L’Agenzia delle entrate si è pronunciata in merito al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali in relazione ad un impianto di trattamento delle acque reflue nella risposta all’interpello 712/2021, ritenendo che i costi sostenuti per la realizzazione della parte impiantistica del bene complesso debbano essere ripartiti tra i diversi periodi di imposta agevolabili e assoggettati alla disciplina vigente pro tempore, facendo riferimento all’acquisto di ciascun bene e di ciascun servizio ad esso correlato se qualificabile come “onere accessorio” secondo le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, Tuir.

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