Il Voucher Cloud e Cybersecurity sostiene PMI e lavoratori autonomi nell’acquisto di soluzioni digitali avanzate, cloud computing e sicurezza informatica, con contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili. La misura finanzia investimenti nuovi o migliorativi, acquistati da fornitori qualificati, con spesa minima di 4.000 euro e contributo massimo di 20.000 euro. Le domande si articolano in precompilazione dal 20 ottobre 2026 e invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.
Come possono le PMI e i lavoratori autonomi ottenere il contributo a fondo perduto per investire in cloud computing, cybersicurezza e soluzioni digitali avanzate?
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il Decreto direttoriale 4 agosto 2026, che rende operativo il nuovo Voucher Cloud e Cybersecurity, definendo modalità e termini per la presentazione delle domande. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 150 milioni di euro ed è finalizzata a sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi nell’acquisizione di servizi e prodotti di cloud computing e sicurezza informatica. Lo sportello sarà articolato in 2 fasi: precompilazione della domanda dal 20 ottobre 2026 e presentazione delle istanze dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.
L’incentivo nasce con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del sistema produttivo italiano, favorendo l’adozione di infrastrutture cloud e di soluzioni avanzate per la protezione dei dati e dei sistemi informatici.
L’intervento punta a migliorare la resilienza digitale delle imprese, rafforzare la sicurezza delle informazioni aziendali e incentivare l’utilizzo di tecnologie innovative attraverso l’acquisizione di soluzioni nuove oppure significativamente più evolute rispetto a quelle già utilizzate.
Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi che, al momento della presentazione della domanda, soddisfano i requisiti previsti dal decreto ministeriale e dal decreto direttoriale attuativo.
In particolare, i beneficiari devono:
- avere sede legale o operativa nel territorio nazionale;
- essere regolarmente costituiti e attivi;
- non trovarsi in stato di liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali;
- essere in regola con gli obblighi contributivi e fiscali;
- rispettare i limiti previsti dal regime europeo de minimis;
- disporre di un contratto di connettività Internet con una velocità minima di 30 Mbps in download al momento della presentazione della domanda.
Un ulteriore requisito fondamentale riguarda il contenuto dell’investimento: i prodotti e i servizi acquistati devono costituire una dotazione nuova, aggiuntiva oppure tecnologicamente più avanzata e sicura rispetto a quella già disponibile presso il beneficiario. Non risultano pertanto agevolabili semplici rinnovi contrattuali o sostituzioni prive di un effettivo miglioramento tecnologico. Inoltre, tutti i prodotti e i servizi devono essere acquistati esclusivamente presso fornitori iscritti nell’elenco ufficiale dei soggetti qualificati, istituito dal MIMIT.
La misura sostiene programmi di investimento destinati al rafforzamento dell’infrastruttura digitale dell’impresa e all’innalzamento del livello di sicurezza informatica.
I progetti devono prevedere l’acquisizione di uno o più servizi di cloud computing e cybersecurity, anche combinati tra loro, purché finalizzati alla modernizzazione dell’infrastruttura ICT aziendale.
L’investimento può riguardare:
- migrazione verso infrastrutture cloud;
- implementazione di piattaforme cloud applicative;
- adozione di sistemi di protezione delle reti aziendali;
- rafforzamento della sicurezza dei dati;
- sviluppo di ambienti digitali più affidabili e resilienti;
- integrazione di servizi cloud con le infrastrutture informatiche esistenti;
- implementazione di sistemi di backup, disaster recovery e continuità operativa.
Sono ammissibili sia progetti di prima adozione sia programmi di evoluzione tecnologica che consentano un significativo miglioramento delle prestazioni e del livello di sicurezza rispetto alle soluzioni già utilizzate dall’impresa.
Le agevolazioni riguardano le spese sostenute per l’acquisizione di prodotti e servizi appartenenti alle categorie individuate dal Decreto Ministeriale.
Tra le principali tipologie di costo rientrano:
Servizi di cloud computing
- infrastrutture cloud (IaaS);
- piattaforme cloud (PaaS);
- software erogati in modalità SaaS;
- servizi di hosting;
- storage e archiviazione dati;
- backup e disaster recovery;
- virtualizzazione delle risorse informatiche.
Prodotti e servizi di cybersecurity
- firewall e sistemi di protezione delle reti;
- software antivirus e antimalware;
- sistemi di rilevazione e prevenzione delle intrusioni;
- strumenti di gestione delle identità e degli accessi;
- sistemi di crittografia dei dati;
- piattaforme di monitoraggio della sicurezza;
- soluzioni di protezione degli endpoint e dei dispositivi aziendali.
Servizi specialistici accessori
Sono inoltre ammissibili i servizi professionali direttamente collegati all’implementazione delle soluzioni acquistate, quali:
- installazione e configurazione;
- migrazione verso ambienti cloud;
- integrazione con i sistemi informativi aziendali;
- assistenza specialistica;
- monitoraggio e gestione operativa delle infrastrutture.
I servizi accessori possono essere finanziati entro i limiti stabiliti dal Decreto e devono risultare strettamente funzionali all’attivazione delle soluzioni cloud o cybersecurity oggetto dell’investimento. Non sono invece ammesse le spese di formazione del personale né gli acquisti non direttamente riconducibili alle categorie individuate dal Ministero.
L’incentivo consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
Il piano di investimento deve prevedere una spesa minima di 4.000 euro, mentre il contributo concedibile può arrivare fino a 20.000 euro per ciascun beneficiario. Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del regolamento europeo de minimis.
Il Decreto direttoriale introduce una procedura articolata in 2 fasi. La prima riguarda la precompilazione della domanda, che sarà possibile effettuare dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026. La seconda fase riguarda l’invio definitivo dell’istanza, previsto dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica individuata dal Ministero, secondo le modalità indicate dal Decreto direttoriale.
