Pubblico impiego contrattualizzato: lo svolgimento di mansioni superiori dà diritto a un compenso aggiuntivo

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 3 giugno 2021, n. 15476, ha ritenuto, in tema di pubblico impiego contrattualizzato, che il diritto al compenso per lo svolgimento di mansioni superiori non si traduce in un rigido automatismo, risultando sufficiente, per l’osservanza dell’articolo 36, Costituzione, l’attribuzione di un compenso aggiuntivo, rispetto alla qualifica di appartenenza, la cui determinazione può derivare anche da una norma collettiva; ne consegue che ai funzionari apicali delle qualifiche ad esaurimento, a cui possono essere attribuite, ai sensi dell’articolo 69, comma 3, D.Lgs. 165/2001, le funzioni vicarie di dirigente o di direzione di uffici di particolare rilevanza, spetta un trattamento economico aggiuntivo, determinato dalla contrattazione collettiva integrativa, che non deve necessariamente coincidere con il trattamento economico dei dirigenti.

 

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