Lavoro all’estero: indicazioni per la pensione nella Gestione separata

L’Inps, con circolare n. 22 del 23 gennaio 2025, ha offerto indicazioni sulla valorizzazione dei periodi esteri per il riconoscimento della pensione in regime internazionale nella Gestione separata: si tratta di alcune novità che garantiscono una migliore equità e accessibilità al sistema pensionistico per i lavoratori con esperienze all’estero.

I periodi di contribuzione estera non sovrapposta, maturati prima del 1° gennaio 1996, possono essere considerati utili per il conseguimento della pensione, a condizione che il soggetto sia iscritto esclusivamente alla Gestione separata.

Per i periodi esteri precedenti al 1996, è possibile la totalizzazione solo se in Italia è stato raggiunto il minimale di contribuzione richiesto (52 settimane), come previsto dalla normativa UE o dalle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale.

Inoltre, per i lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, non è necessario verificare il requisito dell’importo soglia per la pensione di vecchiaia e non si applicano i requisiti di età e contribuzione previsti per le pensioni di vecchiaia e anticipata.

Nel caso in cui l’assicurato sia iscritto anche ad altre forme di assicurazione obbligatoria, i periodi esteri possono essere utilizzati per il conseguimento di un trattamento pensionistico in regime internazionale, attraverso gli istituti di cumulo previsti dalla normativa italiana.

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