Inps: forniti chiarimenti in merito alla pensione con “Opzione donna”

L’Inps, con Circolare 6 marzo 2023, n. 25, ha fornito le prime indicazioni in merito alla gestione operativa dell’accesso a trattamento pensionistico anticipato in regime di c.d. “Opzione donna”.

L’intervento dell’Istituto è stato reso necessario dalle novità apportate dalla Legge 29 dicembre 2022 di Bilancio per l’anno 2023.

Per questo, la citata circolare dedica ampio e necessario spazio alle novità normative, operando una ricognizione della platea potenzialmente interessata ed alle correlate condizioni di accesso.

Nel dettaglio, viene ribadito come il diritto al trattamento pensionistico è destinato alle lavoratrici che abbiano maturato alla data del 31 dicembre 2022 un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica di almeno 60 anni (ridotta di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di due) e che contestualmente si trovino in una delle condizioni di seguito riportate:

  • assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi dalla stessa il coniuge o un parente di primo grado con handicap in situazione di gravità;
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa accertata dalle competenti commissioni superiore o uguale al 74%;
  • sono lavoratrici licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la composizione della crisi aziendale.

Per quanto attiene alle regole di calcolo è necessario fare riferimento a quelle previste per il metodo contributivo, mentre per le concrete finestre di accesso, le stesse si collocano a dodici, ovvero a diciotto mesi, decorrenti dalla maturazione del diritto a pensione, a seconda che si tratti di trattamenti destinati a lavoratrici dipendenti, ovvero autonome.

Sempre in tema di decorrenza, la stessa non può in ogni caso essere anteriore alla data del 1° febbraio 2023.

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