Il lavoro ai tempi del virus

Sono giorni strani, convulsi, tesi, eppure riuscite a sorridere e siete contagiosi. Chissà se state dormendo tranquilli anziché perdervi  nella pace notturna come me.

Stiamo affrontando qualcosa a cui non eravamo preparati, che non potevamo immaginare, ma lo stiamo facendo insieme e con dedizione. È vero, è il nostro lavoro, ma non solo quello.

Siamo belli, sembriamo l’arcobaleno. Ognuno di noi ha il suo colore, ma insieme siamo molto di più e come l’arcobaleno arriva dopo la pioggia, quando torna a splendere il sole, così noi mostriamo il meglio quando siamo messi alla prova.

Da sola non potrei. Certo avrei meno cose a cui pensare, ma non avrei tutto il vostro supporto.

Il mio volere di più lo conoscete, è il mio modo per rendere il nostro arcobaleno sempre più stupefacente (non capite male, niente a che vedere con sostanze strane).

Quel che forse conoscete meno sono i miei dubbi sull’essere all’altezza dei miei compiti, sul peso della responsabilità di far funzionare tutto anche per voi, sul trattenere la voglia di fuggire. Troppi stimoli, poco tempo, tanta stanchezza. Non avete idea di quante volte siete tutti nei miei pensieri, perché non ve lo dico.

Tutto passa però davanti all’arcobaleno, perché è un po’ come tornare all’infanzia, quando tutto è nuovo e pieno di meraviglia, quando le responsabilità non sono un tuo problema, quando l’immaginazione non lotta con il cinismo della vita vissuta.

Quindi grazie a tutti. Perché ci siete e perché mi regalate l’arcobaleno.

Passerà anche questa tempesta (speriamo presto) e forse ne arriveranno altre (anzi di sicuro), ma se ci sarà l’arcobaleno tutto andrà bene.

Ora ci tocca il lavoro “smart“, che ci terrà lontani (e finalmente dirà qualcuno), ma possiamo sorridere ugualmente perché siamo comunque arcobaleno, che così a distanza sarà ancor più grande e impressionante e, mi auguro, contagioso come la vostra voglia di sorridere per sdrammatizzare.

Vi scrivo questa volta, perché non succeda come al solito che gli impegni con altri mettano in secondo piano noi e perché non voglio darmi il tempo di cambiare idea sull’opportunità di farlo. O forse i disinfettanti mi danno alla testa, ma poco importa.

Grazie e buon riposo.

P.s. Continuerò a brontolare, non preoccupatevi, anche con mezzi tecnologici. Se smettessi di farlo dovreste preoccuparvi.

 

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