Il Consiglio direttivo della BCE, con comunicato stampa del 29 ottobre 2026, ha stabilito di mantenere invariati i 3 tassi di interesse di riferimento.
Infatti, i prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare, determinando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita. Tuttavia, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. Inoltre, il Consiglio direttivo ha rilevato che le condizioni di finanziamento si sono inasprite rispetto alla precedente riunione, incidendo verosimilmente sia sull’inflazione che sulla crescita.
Il Consiglio direttivo ha reso noto il proprio impegno a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine: per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione.
Nello specifico, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Pertanto, fino alla prossima decisione di politica monetaria, fissata per il 17 dicembre 2026, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati, rispettivamente, al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, .
