Voucher: il recepimento della normativa comunitaria

Articolo tratto da “Iva in pratica n. 33/2018”

Lo schema di decreto legislativo approvato dal CdM lo scorso 8 agosto intende recepire la normativa comunitaria del “voucher”, contenuta nella Direttiva UE 2016/1065. Secondo la definizione generale ora codificata, il “buono”, denominato “buono – corrispettivo”, contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo (o parziale corrispettivo) a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e indica i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo a esso relative. La distinzione tra buono “monouso” e “multiuso”, già contenuta nella Direttiva Iva e quindi ripresa dallo schema di decreto, si basa sulla conoscenza o meno, al momento dell’emissione del buono, della disciplina applicabile ai fini Iva alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui il buono-corrispettivo dà diritto. Le nuove disposizioni, che sono comunque soggette a esame e approvazione delle commissioni parlamentari di Camera e Senato, si applicano ai buoni emessi a partire dal 1° gennaio 2019 e sono destinate a produrre effetti anche sul trattamento Iva di strumenti di pagamento di larghissima diffusione, come i “buoni benzina” e i “buoni pasto”. Continua a leggere…

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Segue il SOMMARIO di Iva in pratica n. 33/2018

Iva
“Voucher: il recepimento della normativa comunitaria” di Fabrizio Papotti
“Inesistenza oggettiva dell’operazione e buona fede del contribuente: un binomio inconciliabile” di Clino De Ieso 
“Fornitura di beni con installazione /montaggio in altro Paese UE” di Marco Peirolo
“L’Iva sulle cessioni di mezzi di trasporto in ambito intra-UE” di Marco Peirolo 
Il caso risolto
“Immissione in libera pratica in sospensione d’imposta in altro Paese UE” di Centro studi tributari 
Osservatorio
“L’osservatorio di giurisprudenza” di Alberto Alfredo Ferrario

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