Come informarsi in modo costruttivo

Il tempo che stiamo vivendo è molto particolare per il mondo dell’informazione. È come se avessimo improvvisamente compreso che abbiamo bisogno di un giornalismo di qualità e non siamo più disposti ad accettare il flusso eccessivamente negativo di notizie che ci vengono proposte ogni giorno. Allo stesso tempo ne siamo affascinati, complici i titoli che fanno leva sulle nostre emozioni di pancia e il nostro incessante bisogno di sapere, conoscere e scoprire per poterci proteggere dai pericoli che sembrano essere là fuori. Sebbene la percezione della realtà ci provochi fatica, se provassimo a mettere tutto in prospettiva potremmo accorgerci, come afferma il sociologo Steven Pinker, che ci troviamo “nell’era più pacifica della storia dell’umanità”. 

Cosa sta succedendo allora? Accade che l’informazione mainstream è entrata in una spirale di negatività potente che conduce alla polarizzazione da un lato (scegli da che parte stare è l’invito che ci viene rivolto) e all’incremento della paura dall’altro (il mondo è talmente orribile che devo stare attento). Non è così. La fuori ci sono storie costruttive e negative, persone disoneste e brave persone, problemi e soluzioni. 

Proviamo allora a diventare dei lettori critici e a scegliere in modo consapevole che tipo di notizie consumare e come avvicinarci all’informazione. 

Basta alle notizie h24. Uno dei problemi più grandi è il senso di sovraccarico informativo. Quando accediamo ai social media veniamo letteralmente inondati di notizie. Se poi abbiamo l’abitudine di leggere dei giornali aggiungiamo altre storie. E se pensiamo di non poter fare a meno dei Tg delle 13 e delle 20 il carico aumenta. Per non parlare delle trasmissioni di approfondimento che ci concediamo in serata. Troppi stimoli informativi.

Meglio scegliere uno

o massimo due momenti

della nostra giornata

da dedicare all’informazione.

Sarebbe preferibile non farlo al mattino o alla sera perché sono due momenti della giornata in cui siamo particolarmente sensibili e vulnerabili. Potremmo influenzare la qualità del tempo quotidiano. Mettiamo la pausa informazione in agenda in altri momenti durante il giorno.

Più approfondimento. Nonostante ciò che ci viene proposto, questo non è più il tempo delle breaking news. Soprattutto se non riusciamo a reggerle emotivamente.

Abbiamo tutti bisogno di comprendere,

approfondire e conoscere a fondo.

Cerchiamo professionisti che raccontano storie in tutte le loro sfumature. Ma anche testate che scelgono di aspettare per offrire una informazione migliore. E affezioniamoci ai professionisti specializzati negli ambiti di interesse: ci possono offrire un approfondimento più accurato.

Attenzione ai numeri. La pandemia ci ha fatto comprendere quanto possa essere distruttivo accogliere i numeri senza inserirli in un contesto specifico e chiarificatore. Ogni volta che ci capita di leggere di statistiche, indagini e simili, impariamo a mettere tutto in prospettiva per avere la visione completa della situazione. Le storie che ci raccontano sono sempre e solo un pezzo del puzzle. Esiste altro ed è ciò che ci consente di capire meglio la realtà.

Alla base di questi suggerimenti c’è una importante consapevolezza: non possiamo più permetterci di essere lettori passivi come un tempo.

Siamo chiamati all’azione,

alla scelta critica.

Lo dobbiamo alla nostra intelligenza

e alla nostra salute mentale.

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