Beni di provenienza extracomunitaria introdotti in un deposito Iva a seguito di immissione in libera pratica

Una società italiana ha proceduto all’acquisto di merce estera consegnata presso un deposito fiscale italiano, ricevendo fattura dal fornitore estero in valuta, che ha proceduto a contabilizzare in prima nota al cambio giornaliero previsto dalla Banca d’Italia.

La stessa ha poi provveduto:

  • a versare in dogana l’Iva richiesta come da bolletta e
  • a emettere autofattura (TD23) calcolando l’imponibile non al cambio utilizzato nella bolletta doganale ma a quello in cui è stata registrata la fattura del fornitore in prima nota.

Questo ha comportato l’emissione di un’autofattura con un imponibile e un’imposta inferiore rispetto a quella che si sarebbe avuta utilizzando il cambio corretto.

Si chiede di sapere se è possibile sanare questa situazione emettendo eventualmente un’autofattura a differenza datata con la data dell’autofattura originaria e trasmettendola in ritardo, e se si quale sanzione deve essere applicata.

Questo errore ha impattato anche sulla LIPE presentata per cui si chiede di sapere se deve essere sanata anche questa e in caso positivo come.

LEGGI LA RISPOSTA DI CENTRO STUDI TRIBUTARI SU FISCOPRATICO…

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