IL PUNTO DELLA SETTIMANA: Pechino conferma una politica di “sostegni mirati” all’economia
| Fig.1: Il rallentamento del PIL cinese in T3 (+0,2% t/t e +4,9% a/a) era ampiamente scontato dai mercati. I dati mensili avevano segnalato una decelerazione della crescita legata all’aumento dei contagi da COVID, alla crisi energetica, al rallentamento degli investimenti in infrastrutture e alle strozzature logistico-produttive. I dati a più alta frequenza (Yicai Chief Economists Confidence Index e PMI) suggeriscono un miglioramento in T4: i casi di COVID sono in calo, i porti stanno riaprendo e con essi dovrebbero iniziare a diminuire i costi dei noli. | Fig.2: Continuano gravare sul consumatore:
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| Fig.3: Il governo cinese sta rivedendo la propria politica di sostegno all’economia. Nella prima metà del 2021, il governo ha ridotto lo stimolo creditizio ed ora sta optando per una politica di stimoli mirati, per evitare cambiamenti repentini di politica monetaria. | Fig.4: La politica cinese di sostegni mirati è volta a proteggere consumatori e piccole imprese dell’aumento dei prezzi alla produzione, e quindi a mantenere bassa l’inflazione al consumo. Contestualmente, questa settimana, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma della Cina sta studiando “misure specifiche per intervenire” e calmierare i prezzi del carbone, mentre il governo ha destinato porzioni delle riserve strategiche nel tentativo di limitarne i prezzi. |
| Fig.5: La politica di interventi mirati spiega perché, nonostante il recente indebolimento dei dati economici e creditizi degli ultimi due mesi, i rendimenti governativi cinesi, fiacchi da agosto, abbiano registrato un forte rimbalzo in ottobre incorporando una rimodulazione delle aspettative sui futuri stimoli da parte della PBoC. | Fig.6: La crescita cinese nel prossimo trimestre potrà contare anche sulla forza delle esportazioni conseguente al risolversi della pandemia. Le iniziative di regolamentazione e la forte capacità di esportazione della Cina (ai massimi storici nell’ultimo anno) sarà di maggior supporto se le strozzature nelle catene di distribuzione dei mercati esteri saranno risolte. |
A cura di Teresa Sardena, Mediobanca SGR
SETTIMANA TRASCORSA
EUROPA: gli indici PMI di ottobre sembrano indicare che la crescita economica nell’Area Euro rallenterà in T4 e che l’inflazione aumenterà ulteriormente nei prossimi mesi
ASIA: l’inflazione torna positiva in Giappone nel mese di settembre
USA: la produzione US accelera nonostante i colli di bottiglia e l’effetto della variante delta sui servizi, ma i prezzi aumentano a ritmo record
PERFORMANCE DEI MERCATI
MERCATI AZIONARI
Inizia la tanto attesa reporting: numeri sotto esame! Durante la settimana, caratterizzata dall’inizio della reporting season del terzo trimestre, è stata pubblicata anche la Fund Manager Survey di BoFA ML che ha evidenziato l’atteggiamento bearish degli strategisti e la risposa bullish del mercato. Ad oggi il 34% degli investitori si attende un rallentamento della crescita (dal precedente 20% e sui valori massimi negli ultimi 10 anni), con l’inflazione come “main risk” (48% vs il 3% riferito al “dimenticato” Covid); positività fino a fine anno/inizio 2022 sulla zona EU (65% vs 58%), sebbene inizino a maturarsi dei dubbi sulle asset allocation di portafoglio poco difensive attualmente; un investitore su tre pensa si sia raggiunto il picco di mercato (dal precedente 16%) e il 51% teme ci possano essere pressioni ulteriori sui margini societari; quasi il 50% degli operatori dichiarano di essere sovraesposti( OW) sul comparto Bancario (il più alto livello mai registrato dal 2003), in controtendenza alla diminuzione di OW sul Tech (dal 44% al solo 7%). Infine, il 35% degli investitori è bullish sulla recovery del Value vs Growth (dal 16% dello scorso mese e al livello più alto dagli ultimi sei mesi), sebbene la sottoperformance del Value (-1%) questa settimana. Tornando al reporting in corso, finora solo il 20% c/a delle aziende negli Stati Uniti e in Europa hanno pubblicato i risultati, con quasi il 50% delle società statunitensi e il 35% di quelle europee pronte a presentare i numeri la prossima settimana. I risultati iniziali indicano una crescita degli utili migliore del previsto sia negli Stati Uniti che in Europa, anche se con un fattore sorpresa inferiore (perdita di momentum) rispetto agli ultimi trimestri (normalizzazione fisiologica già preannunciata con indicatori di Economic Surprises su livelli più bassi). Il rallentamento economico sembra essere determinato non da una domanda debole ma da un’offerta che non riesce a tenere il passo a causa dei colli di bottiglia creatisi post reopening: logistica, aumento delle materie prime, shortage di componenti e semiconduttori. Detto ciò, fronte Consumer (Adidas e Nike) si rileva che i blocchi in Vietnam iniziano a scomparire con conseguente ritorno alla normalità e positività su titoli e settore; fronte porto di Los Angeles, invece, si rimane in una fase di congestione coi nuovi massimi nel numero di navi ancorate nel porto! Sei problemi di supply dovessero essere maggiori e meno risolvibili a breve termine potrebbero far rallentare l’economia più delle attese. Non è semplice interpretare al momento se trattasi di cautela e abbassamento delle aspettative da parte delle società o se di un problema reale e più serio delle attese che determinerebbe sicuramente un impatto sulla crescita degli utili e sulla marginalità (BofA ML evidenzia in una recente ricerca la possibilità che l’attuale shortage e ritardi nelle spedizioni possano, in realtà, “nascondere” la debolezza reale della domanda).
LA PROSSIMA SETTIMANA: quali dati?
Europa: l’evento principale della settimana sarà la riunione di politica monetaria della BCE. Sul fronte dei dati macroeconomici verrà pubblicato il dato sull’inflazione dell’Area Euro. La Germania mostrerà gli indici IFO, la fiducia dei consumatori, le vendite al dettaglio, il Pil e la variazione della disoccupazione. L’Italia pubblicherà, oltre al dato sul Pil, due indici di fiducia, un primo riguardo la fiducia dei consumatori e un secondo riguardo la fiducia manifatturiera. In Spagna sarà la volta delle vendite al dettaglio, del tasso di disoccupazione e del Pil del terzo trimestre.
Stati Uniti: negli Stati Uniti sarà pubblicato il valore della crescita del PIL nel terso trimestre. Verranno mostrati inoltre le spese personali, il PMI nell’area di Chicago, le scorte all’ingrosso, la variazione dei beni durevoli, l’indice manifatturiero Richmond e l’indice Fed dell’attività manifatturiera nell’area di Dallas.
Asia: in Giappone saranno pubblicati i dati sulla produzione industriale, il tasso di disoccupazione, inflazione, vendite al dettaglio e i nuovi cantieri edili.
A cura della Funzione Asset Allocation
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