Le somme indebitamente percepite non estromettono dal regime forfettario: la rettifica del Fisco

L’Agenzia delle Entrate, con risposta a interpello n. 68/E del 6 marzo 2026, ha rettificato la risposta a interpello n. 26/E/2026, relativa alla fuoriuscita dal regime forfettario per compensi indebitamente percepiti.

L’istante è un medico di medicina generale che nel 2024 aveva aderito al regime forfettario, ma, a causa di un errore amministrativo da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale, è stata inquadrata come medico pediatra a decorrere dal 19 febbraio 2024, percependo compensi di importo maggiore rispetto a quelli effettivamente spettanti, che hanno determinato il superamento della soglia di 85.000 euro, limite per poter accedere al regime forfettario, e la fuoriuscita dallo stesso per l’anno 2025.

La dottoressa ha segnalato l’errore a gennaio 2025 e restituito le somme indebitamente ricevute. Tuttavia, la CU 2025 relativa al 2024, rilasciata dall’ASP, riportava l’importo complessivo dei compensi percepiti nel 2024, senza considerare le maggiori somme indebitamente corrisposte e poi recuperate nel corso del 2025.

Nella risposta a interpello n. 26/E/2026 il Fisco aveva stabilito che, nonostante fosse avvenuta la restituzione dei compensi, non era possibile evitare la fuoriuscita dal regime forfettario.

Con l’interpello n. 68/E/2026, in seguito a una più approfondita analisi degli elementi probatori forniti, l’Agenzia, rettificando quanto precedentemente indicato, ritiene che debbano essere tenuti in considerazione, ai fini del rispetto della soglia di 85.000 euro, i compensi effettivamente spettanti al soggetto che adotta il regime forfettario, valorizzando, caso per caso, le circostanze che consentono di rilevare sia la sussistenza di errori (come, per esempio, nella fatturazione) che dei comportamenti assunti per porvi rimedio. In tale senso, ritiene che, nella fattispecie in esame, non si possa determinare la fuoriuscita dell’istante dal regime forfettario per una condotta a imputabile a terzi, a condizione, naturalmente, che le somme non dovute siano state restituite.

Pertanto, le somme erroneamente percepite dalla dottoressa nel 2024 a titolo di “competenze stipendiali”, restituite in toto nell’anno 2025, non concorrono a formare l’importo della soglia di 85.000 euro e non comportano la fuoriuscita dal regime forfettario, che potrà quindi essere applicato anche per l’anno 2025.

La risposta precisa anche che, laddove nel modello Redditi 2025, periodo d’imposta 2024, tra i ”componenti positivi” del Regime Forfetario (quadro LM), l’istante abbia indicato tutti i compensi (al lordo di quelli restituiti nel corso del 2025), la restituzione dell’imposta sostitutiva versata sulle somme erroneamente corrisposte nel corso del 2024, potrà avvenire tramite la presentazione (alternativamente):

  • di una dichiarazione integrativa del modello Redditi 2025, periodo d’imposta 2024, con l’indicazione nel quadro LM dei compensi effettivamente spettanti (ossia, al netto di quelli non dovuti e restituiti nel 2025), con l’indicazione a credito della maggiore imposta sostitutiva versata;
  • di un’istanza di rimborso all’ufficio territoriale competente dell’Amministrazione finanziaria, in ragione del proprio domicilio fiscale e nei termini di legge, fornendo la relativa documentazione.

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