Deducibilità compensi amministratori e principio di cassa allargato

Una persona fisica, non titolare di partita Iva, ricopre il ruolo di amministratore unico di una s.r.l. percependo un compenso di 24.000 euro annui in 12 rate mensili mediante assegno bancario.

Il compenso di dicembre 2019 è stato corrisposto mediante un assegno datato 3 gennaio 2020 ma incassato il 15 gennaio 2020.

In quale periodo d’imposta la società può dedurre il costo e l’amministratore deve tassare il compenso?


Il compenso attribuito agli amministratori rappresenta un costo dell’impresa deducibile, ai sensi dell’articolo 95, comma 5, Tuir, nel periodo d’imposta in cui è corrisposto.

Il criterio di cassa applicabile a questa fattispecie rappresenta un’espressa deroga al principio di competenza a cui è ispirata l’imposizione del reddito d’impresa.

Per ciò che riguarda l’amministratore (persona fisica), invece, i compensi incassati per lo svolgimento del proprio ufficio sono assoggettati a tassazione in maniera differente in ragione della qualifica reddituale che assumono a seconda della situazione soggettiva del percipiente.

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