Regime premiale ISA: pubblicato il Provvedimento per il 2025

Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 123160/2026 rafforza il regime premiale ISA, collegando benefici fiscali e tutele dal controllo al livello di affidabilità del contribuente. Punteggi elevati (≥9) consentono maggiori soglie per compensazioni e rimborsi senza visto e offrono ampie protezioni dagli accertamenti; punteggi tra 8 e 9 garantiscono vantaggi ridotti. È introdotta anche la media biennale per valorizzare la continuità dell’affidabilità. Parallelamente, punteggi bassi (≤6) orientano l’attività di controllo del Fisco.

Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 123160/2026, emanato ieri, 22.4.2026, consolida e declina le regole del gioco per il rapporto di “compliance” tra Fisco e contribuenti, definendo in modo puntuale i livelli di affidabilità fiscale necessari per accedere ai benefici del regime premiale ISA. Uno degli aspetti di maggiore attrattiva del regime premiale è la possibilità di compensare o chiedere a rimborso i crediti d’imposta in modo rapido, aggirando i costi e i tempi legati all’apposizione del visto di conformità o alla presentazione di garanzie fideiussorie. Il provvedimento struttura questi benefici su 2 binari, a seconda del punteggio ISA ottenuto nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione (o per effetto dell’inserimento di ulteriori componenti positivi): 

  • punteggio ISA almeno pari a 9: i contribuenti che raggiungono questo livello possono compensare liberamente fino a 70.000 euro annui per crediti IVA (sia annuali che infrannuali) e fino a 50.000 euro annui per le imposte dirette e l’IRAP. Le medesime soglie (70.000 euro) si applicano per l’esonero dal visto o dalla garanzia in caso di richiesta di rimborso del credito IVA; 
  • punteggio almeno pari a 8 e inferiore a 9: per chi si assesta su questo gradino, i benefici restano rilevanti ma con soglie calmierate. L’esonero per la compensazione e il rimborso IVA scende a 50.000 euro annui, mentre il limite per la compensazione di imposte dirette e IRAP si ferma a 20.000 euro annui. 

È fondamentale sottolineare che queste soglie sono cumulative all’interno della stessa annualità per le richieste di compensazione o rimborso, e riguardano comunque crediti eccedenti i limiti base di legge (5.000 euro per le compensazioni e 30.000 euro per i rimborsi). 

Il secondo pilastro del provvedimento riguarda le limitazioni al potere di accertamento del Fisco, pensate per chi dimostra un’elevata trasparenza. Anche qui, l’Agenzia delle Entrate ha graduato le garanzie in base al voto ISA: 

  • punteggio ISA almeno pari a 9: oltre ai vantaggi finanziari, l’eccellenza garantisce la totale esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative (società di comodo). Inoltre, mette al riparo dal c.d. redditometro, precludendo la determinazione sintetica del reddito complessivo, a condizione che il reddito accertabile non superi di due terzi quello effettivamente dichiarato
  • punteggio ISA almeno pari a 8,5: questo livello garantisce l’esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (metodi analitico-induttivi ai fini delle imposte dirette e dell’IVA). Il provvedimento specifica che per innalzare questo beneficio ai profili più elevati si è scelta una soglia incrementata di 0,5 rispetto alla base; 
  • punteggio ISA almeno pari a 8: già a partire da questo voto, il contribuente ottiene la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA. Come evidenziato dall’Agenzia, i dati confermano che il reddito medio di chi si colloca tra l’8 e l’8,5 è stabilmente superiore a quello medio dell’intera platea, giustificando tale premialità. 

Uno degli aspetti strutturali più interessanti per i contribuenti, volta a premiare la costanza (la c.d. “condizione di affidabilità fiscale ripetuta nel tempo”), è la possibilità di accedere ai benefici non solo valutando l’anno singolo, ma calcolando la media semplice dei livelli di affidabilità dell’anno di dichiarazione e di quello precedente. Questo meccanismo di mediazione offre una “rete di salvataggio” per chi magari ha subìto una lieve flessione in un’annualità, ma mantiene uno storico virtuoso. Le regole di ingaggio per la media biennale sono specifiche: 

  • i benefici per i quali l’anno singolo richiedeva un punteggio di 9, richiedono una media biennale almeno pari a 9 (compensazioni/rimborsi, esclusione società di comodo, esclusione redditometro); 
  • i benefici per i quali l’anno singolo richiedeva un punteggio di 8 o 8,5, subiscono un incremento di 0,5: richiedono pertanto una media biennale almeno pari a 8,5 (compensazioni/rimborsi), oppure 9 per l’esclusione dagli accertamenti presuntivi. 

Il provvedimento non tralascia casi particolari, come i contribuenti che conseguono contestualmente reddito di impresa e reddito di lavoro autonomo. Per costoro, l’accesso ai premi è subordinato a regole rigorose: devono applicare i relativi ISA per entrambe le categorie reddituali (se previsti) e il punteggio di ognuno dei 2 modelli deve essere pari o superiore alla soglia minima richiesta per il beneficio ambito. Infine, il documento rivela anche l’altra faccia della medaglia degli ISA. Se da un lato i punteggi alti offrono scudi e liquidità, dall’altro i punteggi bassi orientano il mirino del Fisco. Ai fini della definizione delle specifiche strategie di controllo basate sull’analisi del rischio di evasione, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che prenderà in considerazione i contribuenti con un livello di affidabilità minore o uguale a 6.

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