Il Garante Privacy, con parere n. 624 del 17 settembre 2026, ha espresso parere favorevole, con rilievi, sullo schema di decreto legislativo che recepisce in Italia la Direttiva europea 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali, con particolare attenzione alla situazione dei rider.
Nel complesso, l’Autorità ha ritenuto lo schema coerente con la Direttiva europea e con la normativa nazionale di delega, tuttavia ha chiesto alcune modifiche e proposto diversi correttivi, al fine di rafforzare le tutele dei lavoratori e rendere più trasparente l’utilizzo dell’AI e dei sistemi automatizzati.
L’Autorità richiama, in particolare, l’esigenza di coordinare le nuove disposizioni con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati e di definire in modo chiaro l’attribuzione delle competenze tra il Garante e l’INL, evitando sovrapposizioni.
Infatti, il rischio è che alcune violazioni previste dal decreto si sovrappongano a obblighi già previsti dal GDPR e sanzionati dall’Autorità per la privacy, determinando una doppia sanzione per la medesima condotta.
Per evitarlo, il Garante propone di introdurre una clausola di assorbimento, basata sui principi di specialità e proporzionalità, oppure una clausola che coordini i procedimenti sanzionatori tra Ispettorato e Garante.
Ulteriori osservazioni riguardano la condivisione delle informazioni con le autorità pubbliche, per la quale viene richiesta una disciplina più puntuale che definisca con maggiore precisione finalità dell’accesso, categorie di dati utilizzabili, ruoli delle Amministrazioni e limiti al riutilizzo delle informazioni.
