Costi R&S derivanti da contratti stipulati con imprese non residenti

La società Alfa S.r.l. svolge un’intensa attività di ricerca e sviluppo e anche nel corso del 2020 sono proseguiti o sono stati avviati numerosi progetti di ricerca. L’attività di ricerca e sviluppo avviene sulla base di contratti con imprese residenti in altri Paesi dell’Unione Europea.

Tutto ciò premesso si chiede se possano ritenersi qualificate, ai fini del credito d’imposta di cui alla Legge di bilancio 2020, anche le attività di ricerca e sviluppo, commissionate ad Alfa da imprese fiscalmente non residenti, terze rispetto alla Società, non controllate direttamente o indirettamente.


L’articolo 3, comma 1, D.L. 145/2013 prevede la fruizione di un credito di imposta per tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, “a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019».

In relazione alla ricerca commissionata, la circolare AdE 5/E/2016 ha chiarito che la misura agevolativa in esame è rivolta ai soggetti che svolgono attività di ricerca eleggibile sostenendo i relativi costi e che si avvalgono degli eventuali relativi risultati, assumendosi il rischio per l’attività svolta.

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