Il signor Rossi effettua delle locazioni brevi dal giugno 2023 tramite la piattaforma di Airb&b di un appartamento a Genova, prima casa.
I compensi vengono accreditati sul conto corrente a lui intestato.
La tassa di soggiorno viene versata da Airb&b che ha stipulato una convenzione con il Comune di Genova a tal fine.
Il signor Rossi provvede a presentare una dichiarazione trimestrale al Comune contraddistinta dal codice CITRA e procederà a dichiarare la cedolare secca nella dichiarazione dei redditi per l’anno imposta 2023.
Sulla piattaforma appare la moglie del signor Rossi come host e Airb&b ha chiesto di confermare il codice fiscale della moglie abbinato all’appartamento.
È possibile proseguire nell’indicazione della moglie quale host senza correre il rischio di essere accusata di evasione del pagamento della cedolare? La domanda deriva dalla convinzione che Airb&b comunicherà all’Erario il codice fiscale della moglie e non il codice CITRA.
Ai fini Imu dovrà essere pagato il rateo dei giorni occupati dai clienti?
LEGGI LA RISPOSTA DI CENTRO STUDI TRIBUTARI SU FISCOPRATICO…

