La Commissione di istruttoria veloce (c.d. CIV)

A fronte di eventuali sconfinamenti, i contratti di conto corrente, apertura di credito e carta di credito possono prevedere a carico del cliente una Commissione di istruttoria veloce (CIV) quale unico onere ulteriore rispetto all’applicazione del tasso di interesse sull’ammontare e per la durata dello sconfinamento concesso.

Ai sensi del D.M. n. 644/2012 per ciascun contratto la commissione di istruttoria veloce è determinata in misura fissa ed è espressa in valore assoluto; tale soluzione consente ai clienti di conoscere con chiarezza in via preventiva l’esatto ammontare degli oneri applicabili in caso di sconfinamento e di confrontare agevolmente le offerte dei diversi operatori. Gli intermediari rendono noti alla clientela i casi in cui è applicata la CIV. Il decreto ministeriale specifica, inoltre, che la CIV non deve eccedere i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per eseguire l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi.

L’applicazione della commissione di istruttoria veloce è da considerarsi eccezionale, a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento o oltre il limite del fido. Essa è finalizzata a indurre banche e clienti a modificare la propria relazione di clientela, in alternativa alla richiesta di rientro immediato, attraverso la concessione di nuovi affidamenti ovvero aumentando il limite di fido di quelli esistenti. L’obiettivo ultimo è quello di evitare di mantenere perduranti e sistematiche situazioni di scoperto, che portino a utilizzare surrettiziamente strumenti (quali la CIV) per incrementare il costo effettivo del credito, in un contesto di complessiva opacità (ABF Milano n. 2298/2017; ABF Milano n. 1706/2016).

L’ABF (ABF Roma n. 10403/2016 e n. 10424/2016; ABF Milano n. 2298/2017; ABF Roma n. 14165/2019) ha stabilito che gli addebiti a titolo di commissione di istruttoria veloce sono da ritenersi legittimi in presenza di determinati presupposti: a) la commissione è dovuta solo se l’intermediario ha effettivamente svolto un’attività istruttoria sul merito creditizio del richiedente, al fine di consentirgli lo sconfinamento; b) il costo dell’istruttoria deve essere commisurato a quello medio sostenuto dall’intermediario per lo svolgimento dell’attività; c) in caso di contestazione la banca ha l’onere di dimostrare di aver compiuto l’istruttoria veloce per ogni singola applicazione della commissione. Un indice presuntivo dell’assenza di un’attività istruttoria è dato dalla molteplicità di addebiti a breve distanza l’uno dall’altro (ad es. con cadenza giornaliera o settimanale); d) non è legittima l’applicazione della commissione in occasione di sconfinamenti determinati da pagamenti effettuati a favore dell’intermediario (v. anche Trib. Pistoia 6.5.2019).

L’onere di provare la sussistenza dei presupposti per la corretta applicazione della CIV – che è una spesa, non un compenso – grava sulla banca che ha eseguito il relativo addebito; è altresì onere dell’intermediario allegare e dimostrare di aver effettivamente compiuto l’attività materiale che la commissione è diretta a remunerare (ABF Roma n. 3260/2014, n. 10403/2016 e n. 10424/2016; ABF Milano n. 2298/2017; ABF Roma n. 382/2020).

Sul presupposto che è previsto dall’art. 117 bis, comma 2, TUB che la commissione di istruttoria veloce sia «determinata in misura fissa» e «commisurata ai costi», la giurisprudenza di merito ha stabilito che la dimostrazione dei costi istruttori concretamente sostenuti da parte della banca è un requisito di validità della clausola, previsto ex lege a pena di sua nullità (Trib. Udine 26.10.2016; Trib. Livorno 15.5.2018).

Con Delibera n. 286 del 3 luglio 2018, la Banca d’Italia ha reso noti gli Orientamenti di vigilanza in tema di remunerazione di affidamenti e sconfinamenti (art. 117 bis TUB e D.M. n. 644/2012), relativi anche alla corretta applicazione della Commissione di istruttoria veloce.

Area legale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Disciplina dell’acquisizione di fonti di prova informatica

Approccio pratico orientato alla soluzione dei casi concreti

Strumenti per affrontare le principali sfide del giurista d’impresa

Mondo professione

Torna in alto