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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Azioni di accertamento negativo: la ripartizione degli oneri probatori

La questione della ripartizione dell’onus probandi nelle azioni di accertamento negativo costituisce da sempre uno dei principali problemi su cui si sono confrontati gli studiosi di questo istituto. Da un lato vi è chi ha ritenuto che l’attore in accertamento negativo sia gravato dell’onere di provare l’esistenza dei fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto dedotto in giudizio o l’inesistenza dei fatti costitutivi dello stesso, in virtù del noto brocardo “semper necessitas probandi incumbit illi qui agit”. Dall’altro lato, invece, è stato sostenuto che in capo all’attore incombe solo l’onere della prova dei fatti impeditivi, modificativi o estintivi, gravando sul convenuto la prova dei fatti costituitivi, in quanto “ei incumbit probatio qui dicit, non qui negat”. Nel caso di azione…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Deposito dell’atto a mezzo posta: «irrituale» ma sanabile

Cass., Sez. I, 17 giugno 2015, n. 12509 Scarica la sentenza Procedimento civile – Costituzione in giudizio a mezzo del servizio postale – Nullità – Sanabile per raggiungimento dello scopo(C.p.c. 121, 156; Disp. Att. C.p.c. 134) [1] L’invio a mezzo posta dell’atto processuale destinato alla cancelleria – al di fuori delle ipotesi speciali relative al giudizio di cassazione, al giudizio tributario ed a quello di opposizione ad ordinanza ingiunzione – realizza un deposito dell’atto irrituale, in quanto non previsto dalla legge, ma che, riguardando un’attività materiale priva di requisito volitivo autonomo e che non deve necessariamente essere compiuta dal difensore, potendo essere realizzata anche da un nuncius, può essere idoneo a raggiungere lo scopo, con conseguente sanatoria del vizio ex art….

DIRITTO BANCARIO

Polizze assicurative e anticipata estinzione del finanziamento

Qual’è la sorte delle polizze assicurative collegate al finanziamento in caso di anticipata estinzione?  In caso di estinzione anticipata del finanziamento viene meno la ragione giustificativa della polizza assicurativa accessoria, stipulata per il caso di morte, invalidità, malattia o licenziamento del soggetto finanziato; di conseguenza, cade l’obbligo di pagare per i periodi successivi i premi dell’assicurazione eventualmente contratta a protezione della restituzione delle somme erogate. Secondo l’Arbitro bancario Finanziario è configurabile un diritto restitutorio/risarcitorio del cliente nei confronti della banca finanziatrice in relazione al premio versato per l’eventuale polizza assicurativa collegata al finanziamento: nella fattispecie trova applicazione l’Accordo siglato nel 2008 tra l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) che impegna la banca a restituire…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Delego ergo sum

Una delle incombenze più delicate per un professionista è quella di delegare una pratica o parte di essa a un collaboratore o dipendente. Il professionista avveduto predispone il fascicolo da delegare e attende il momento più propizio per trasferirlo sulla scrivania del collaboratore o dipendente. Meglio forse attardarsi, e aspettare che tutti se ne siano andati dallo studio. Attenzione in particolare alla signora delle pulizie, che potrebbe fare la spia! Anche del nuovo praticante, che sovente si ferma qualche ora in più, c’è davvero poco da fidarsi. Quando non c’è più nessuno in studio e il campo è finalmente libero, il professionista, con fare furtivo, percorre il corridoio per introdursi nella stanza del contumace delegato. Lo scopo, del tutto evidente, è quello…

CRISI DI IMPRESA

Impossibilità di estendere il fallimento della società di capitali a quella di persone partecipata “di fatto”

Trib. Como, decreto 7 maggio 2015 Scarica l’ordinanza Fallimento – Estensione del fallimento – Società di fatto – Società di capitali – Società di persone – Esclusione(r.d. 16 marzo  1942, n. 267, legge fallimentare, art. 147; cod. civ. art. 2361, 2384) [1] Il fallimento già dichiarato nei confronti di una società a responsabilità limitata non può essere esteso ad una società in accomandita semplice sulla scorta di un’asserita società di fatto costituita tra le due compagini societarie, posto che la partecipazione di una società di capitali in una di fatto comportante responsabilità illimitata può essere ammessa solo nel caso in cui vengano rispettate le condizioni di cui all’art. 2361 cod. civ. e non anche qualora avvenga per facta concludentia. CASO[1 ] Il…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Liquidazione dei compensi per l’attività difensiva svolta

Trib. Lucca, ord. 3 luglio 2015 Scarica l’ordinanza Riduzione e semplificazione dei riti – Liquidazione degli onorari e diritti di avvocato – Procedimento sommario di cognizione – Mutamento del rito – Inammissibilità.(Cod. proc. civ., art. 702 bis; d. leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 15) [1] Nel procedimento di cui all’art. 14 d. leg. 150/2011, finalizzato a definire esclusivamente controversie sul quantum degli onorari di avvocato, la proposizione in via riconvenzionale di una domanda volta a contestare la fondatezza della pretesa, impone, in mancanza della possibilità di mutamento del rito e di separazione della causa, la chiusura in rito del processo per inammissibilità della domanda. CASO[1] Il provvedimento in epigrafe, relativo ad un procedimento instaurato ai sensi dell’art. 14 del d….

IMPUGNAZIONI

Appello e riforme processuali: le modifiche all’art. 342 c.p.c.

Si dà conto delle più recenti riforme che hanno interessato il giudizio di appello, muovendo innazitutto dalle modifiche all’art. 342 c.p.c. che disciplina il contenuto dell’atto di impugnazione. 1. Introduzione Di regola, nel giudizio di primo grado le facoltà delle parti in punto di allegazione e di prova sono per ovvie ragioni ampie (anche se risultano talvolta cadenzate da un sistema di preclusioni e decadenze). La loro restrizione ingiustificata determinerebbe infatti la violazione del diritto di azione e di difesa garantito dall’art. 24 Cost. Nel giudizio di cassazione, viceversa, le facoltà delle parti sono per definizione delimitate, in ragione innanzitutto (ma non solo) delle finalità del giudizio stesso, volto a verificare la sussistenza di casi di annullabilità della sentenza (giudizio…

IMPUGNAZIONI

Il rilievo dell’incompetenza e la tralsatio iudicii davanti al giudice d’appello

Cass., sez. VI, 9 giungo 2015, n. 11969 Scarica la sentenza Appello proposto davanti a giudice di secondo grado incompetente per territorio – Erronea declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione – Conseguenze – Cassazione con rimessione al giudice d’appello competente. [1] In caso di appello proposto dinanzi ad un organo della giurisdizione ordinaria diverso da quello che sarebbe stato competente, può riconoscersi al medesimo un effetto conservativo a condizione che l’organo adito, benché territorialmente incompetente, sia egualmente giudicante in secondo grado e possa quindi disporre la rimessione della causa al giudice competente, davanti al quale potrà essere effettuata apposita riassunzione a norma dell’art. 50 c.p.c. [2] La Corte di cassazione deve cassare e rinviare la causa al giudice d’appello compente per territorio,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Rigetto dell’istanza di CTU e obbligo di motivazione

Cass., Sez. II, 14 maggio 2015, n. 9881 Scarica la sentenza Procedimento civile – Prova in genere – Consulenza tecnica d’ufficio – Richiesta di parte – Rigetto – Obbligo di motivazione della sentenza – Sussistenza(C.p.c. artt. 61, 62, 132, 191; Disp. att. c.p.c. art. 118) [1] Il giudice, nella sentenza, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell’istanza avanzata dalla parte ai fini dell’ammissione della consulenza tecnica d’ufficio qualora di evidente utilità ai fini della decisione della controversia.   CASO[1] Il ricorrente ha opposto all’avversaria pretesa di pagamento del prezzo delle merci fornite l’erroneità del luogo del relativo deposito e la carenza delle qualità pattuite, richiedendo ai fini dell’accertamento di tali circostanze l’esperimento di una CTU e di alcune prove testimoniali. SOLUZIONE[1] Nel…

IMPUGNAZIONI

Divieto di nuovi mezzi di prova ex art. 345, co. 3, c.p.c. nel procedimento per decreto ingiuntivo

Cass., Sez. Un., 10 luglio 2015, n. 14475 Scarica la sentenza Procedimento per decreto ingiuntivo – documenti allegati al ricorso per decreto ingiuntivo ma non prodotti nella fase di opposizione – produzione nel giudizio di appello – ammissibilità.(C.p.c., art. 345) [1] I documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo, anche qualora non siano stati nuovamente prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi ex art. 345, co. 3, c.p.c. e, pertanto, se allegati all’atto di appello avverso la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili. CASO[1] Avverso il decreto ingiuntivo conseguito dalla Società Alfa, proponeva opposizione la Beta, deducendo l’insussistenza dei presupposti di cui agli artt. 633 ss. c.p.c. Il Tribunale accoglieva l’opposizione, rilevando il…

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