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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Contumacia: no (ancora una volta) alla ficta confessio

Cass., Sez. VI – 2, ord. 4 novembre 2015, n. 22461 Scarica l’ordinanza Procedimento civile – Processo in contumacia – Principio di non contestazione – Operatività – Esclusione – Fondamento (Cod. proc. civ., art. 115, 167) [1] Il principio di non contestazione (o onere di contestazione specifica) non opera in danno della parte contumace, in considerazione del dettato letterale dell’art. 115 c.p.c. che, facendo esplicito riferimento alla parte costituitasi in giudizio, è espressione del più generale atteggiamento di neutralità che informa il processo contumaciale.  CASO[1] La società ricorrente impugna la sentenza con cui il Tribunale di Piacenza – in funzione di giudice dell’appello – in riforma della pronuncia del Giudice di Pace l’aveva condannata al pagamento di una somma di…

DIRITTO BANCARIO

La commissione di istruttoria veloce (CIV)

Il secondo comma dell’art. 117-bis T.U.B. stabilisce che << a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e  di  apertura  di credito possono prevedere, quali unici oneri a  carico  del  cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata  in  misura  fissa, espressa in valore assoluto, commisurata  ai  costi  e  un  tasso  di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento >>. Secondo l’Arbitro Bancario Finanziario, la clausola contrattuale, che prevede l’applicazione della commissione di istruttoria veloce (CIV) al «verificarsi di ogni operazione di addebito sul conto corrente che … generi una situazione di mancanza di disponibilità di fondi del conto stesso», fa sì che la CIV si configuri – contro lo spirito e…

ESECUZIONE FORZATA

Opponibilità ex art. 617 c.p.c. del provvedimento di chiusura anticipata per infruttuosità dell’espropriazione immobiliare

Trib. Bari, sez. II civile; sentenza 24 luglio 2015; Pres. Pasculli; Rel. Ruffino. Scarica la sentenza Espropriazione forzata immobiliare – Istanza di chiusura anticipata per c.d. infruttuosità – Rigetto – Reclamo – Inammissibilità – Opposizione agli atti esecutivi (Cod. proc. civ., art. 617, 630; disp. att. c.p.c., art. 164 bis). Espropriazione forzata immobiliare – Provvedimento sull’istanza di chiusura per c.d. infruttuosità – Reclamo – Rigetto – Pagamento dell’ulteriore contributo unificato (Cod. proc. civ., art. 630 c.p.c.; disp. att. c.p.c., art. 164 bis; d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13). [1] Il provvedimento con il quale il giudice chiude anticipatamente la procedura di esecuzione immobiliare ai sensi dell’art. 164 bis disp. att. c.p.c. per c.d. infruttuosità dell’espropriazione integra una fattispecie…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

La sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza che concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo ex art. 648 c.p.c.

Trib. Foggia, ord. 11 agosto 2015 Scarica l’ordinanza Ingiunzione (procedimento per) – Opposizione – Provvisoria esecutività  – Sospensione – Ammissibilità (Cod. proc. civ., artt. 153, 648). [1] Secondo un’interpretazione costituzionalmente orientata del combinato disposto degli artt. 153 e 648 c.p.c., deve essere disposta la sospensione dell’ordinanza che concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto in presenza dell’allegazione di fatti nuovi non conosciuti dal debitore e dal giudice al momento della emanazione del provvedimento che dispone la provvisoria esecuzione. IL CASO[1] In pendenza di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, viene proposta istanza di revoca dell’ordinanza con cui è stata disposta la provvisoria esecutività di un decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 648 c.p.c. Il Tribunale di Foggia, muovendo dall’assunto…

IMPUGNAZIONI

Il vizio di motivazione della sentenza come motivo di ricorso per Cassazione: gli ultimi sviluppi normativi e giurisprudenziali

Si ripercorrono le ultime modifiche legislative che hanno interessato il motivo di ricorso per Cassazione n. 5 dell’art. 360, co. 1, c.p.c., ed in relazione a ciò si dà conto delle odierne prospettive circa la censurabilità, dinanzi alla Suprema Corte, della motivazione fornita dal giudice in sentenza. La modifica legislativa del 2012 ed il suo ambito applicativoL’art. 54, co. 1, lett. b), d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla l. 7 agosto 2012, n. 134, ha nuovamente riformato il testo dell’art. 360, co. 1, n. 5, c.p.c., con applicazione nei confronti di ogni sentenza pubblicata dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ovvero dall’11 settembre 2012 (cfr. art….

IMPUGNAZIONI

Sulla concessione dei termini ex art. 183, comma 6, c.p.c. in appello

Impugnazioni civili – Appello – Applicabilità dell’art. 183, co. 6, c.p.c. – Esclusione (Cod. proc. civ., artt. 350, 352, 359) Scarica l’ordinanza [1] Nel procedimento in grado di appello davanti al Tribunale deve ritenersi inammissibile l’istanza di concessione dei termini perentori previsti dall’art. 183, comma 6, c.p.c., non essendo tale norma compatibile, ex art. 359 c.p.c., con la struttura e le funzioni tipiche del giudizio di appello e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 345, 350 e 352 c.p.c.   CASO[1] Dinanzi al Tribunale di Torino, adito quale giudice di appello, la parte appellata ha richiesto la concessione dei termini ex art. 183, co. 6, c.p.c. SOLUZIONE[1] Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo che l’appendice di trattazione scritta…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Iura novit curia, non contestazione in Appello, contraddittorio

Cass. civ., Sez. II, 24.08.2015, n. 17075 Pres. Mazzacane – Est. Matera. Scarica la sentenza Procedimento civile – Giudice – Ultra ed extrapetita – Jura novit curia  – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato  – Contraddittorio – Appello – Conversione dei motivi di nullità in motivi di impugnazione – Acquiescenza. (C.p.c. artt. 101, 112, 161, 329; C.c. artt. 817, 1027, 1058, 1071, 1102, 1362) [1] La corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, che vincola il giudice ex art. 112 c.p.c., riguarda il “petitum” che va determinato con riferimento a quello che viene domandato, in relazione al bene della vita che l’attore intende conseguire ed alle eccezioni che in proposito siano state sollevate dal convenuto; non riguarda, invece, la…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Rifiuto di eseguire la trascrizione da parte del Conservatore e impugnazione del decreto del Presidente del Tribunale

Cass., sez. I, 20 luglio 2015, n. 15131 – link al provvedimento  Scarica la sentenza Trascrizione – Rifiuto del Conservatore dei Registri Immobiliari – Ricorso – Decreto del Presidente del Tribunale – Reclamo alla Corte d’appello – Esclusione (Cod. civ., art. 2674; disp. att. c.c., art. 113-bis; c.p.c., art. 739, 745).   Trascrizione – Rifiuto del Conservatore dei Registri Immobiliari – Ricorso – Decreto del Presidente del Tribunale – Condanna alle spese giudiziali – Esclusione – Ricorso straordinario per cassazione (Cost., art. 111; c.c., art. 2674; disp. att. c.c., art. 113-bis; c.p.c., art. 91, 745). [1] Il decreto con cui il Presidente del Tribunale provvede sul ricorso, proposto ai sensi dell’art. 2674 c.c., art. 113 bis disp. att. c.c. e…

IMPUGNAZIONI

In tema di autorità (ed autorevolezza) del precedente giudiziario

Cass. civ, sez. I, 29 Luglio 2015, n. 16048 Scarica la sentenza Giudizio di Cassazione – “Vincolo” delle Sezioni semplici al precedente delle Sezioni Unite – Circoscrizione alla “regula juris” correlata al motivo di ricorso – Necessità (C.p.c. art. 374, co. 3) Giudizio di Cassazione – “Vincolo” delle Sezioni semplici al precedente delle Sezioni Unite – Applicazione alle enunciazioni di carattere concettuale o dottrinario – Esclusione (C.p.c. art. 374, co. 3) Il c.d. “vincolo” delle Sezioni semplici rispetto al precedente delle Sezioni Unite va enucleato in stretta aderenza alla specifica regula iuris correlata ad un concreto motivo di ricorso. Il principio di cui all’art. 374, co. 3, c.p.c. va applicato in senso costituzionalmente orientato, entro confini rigorosi e con speculare…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La testimonianza non è sempre prova libera

Il valore probatorio tradizionalmente assegnato alla prova testimoniale è quello di prova libera, con ciò intendendosi l’esito istruttorio che, per regola generale di cui all’art. 116 c.p.c., è soggetto al prudente apprezzamento del giudice. Il legislatore – che dedica quindici articoli (dal 244 al nuovo 257 bis c.p.c. in materia di testimonianza scritta) alla regolamentazione delle modalità di assunzione del mezzo, cui si devono aggiungere i sette articoli del codice civile (dal 2721 al 2726) sui limiti oggettivi della prova – non indica in alcun punto del codice altra norma che imponga al giudice di adottare un particolare criterio valutativo nel giudizio sulla verità o meno di quanto dichiarato dal teste.   Si sarebbe dunque indotti a concludere che l’ordinamento…

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