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DIRITTO BANCARIO

Invalidità della fideiussione omnibus conforme allo schema ABI

La Cassazione, con decisione del 12 dicembre 2017 n. 29810, ha sancito l’invalidità delle fideiussioni omnibus prestate a garanzia delle operazioni bancarie rilasciate in conformità allo schema contrattuale diffuso dall’ABI nel 2003. In particolare, è stata censurata la violazione della disciplina antitrust (Provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 di Banca d’Italia in funzione di Autorità di tutela della concorrenza nel mercato bancario) in riferimento a clausole del seguente tenore: –  clausola di sopravvivenza: « qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate » (sono previsti obblighi in danno del fideiussore ulteriori e diversi rispetto a quelli di garanzia dell’adempimento delle obbligazioni assunte dal debitore in forza…

CRISI DI IMPRESA

Effetti della sopravvenuta dichiarazione di fallimento sull’ordinanza di assegnazione dei crediti nella procedura esecutiva presso terzi

Trib. Palermo, 29.11.2017, G.E. Dott.ssa Marinuzzi, Ordinanza   Espropriazione forzata – Ordinanza assegnazione dei crediti – Natura satisfattiva – Fallimento del debitore – Conseguenze (cod. civ., art. 2928; cod. proc. civ., art. 553) [1] L’ordinanza di assegnazione del credito pignorato rappresenta per la sua natura satisfattiva l’atto finale e conclusivo del procedimento di espropriazione presso terzi che determina il trasferimento del credito pignorato dal debitore esecutato al creditore procedente.  Ordinanza assegnazione dei crediti – Fallimento – Efficacia pagamento – opposizione (cod. civ., art. 2928; cod. proc. civ., artt. 553 e 617; r.d. 16 marzo 1942 n. 267, legge fallimentare, artt. 44 e 51) [2] L’ordinanza di assegnazione conserva la efficacia di titolo esecutivo nei confronti del terzo anche nel caso…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’azione di accertamento negativo di contraffazione e il distributore del prodotto

Trib. Milano, 18 gennaio 2018 n. 353, Pres. Est. Marangoni   Procedimento civile – Azione di accertamento negativo di contraffazione – Legittimazione a contraddire – Distributore di prodotti.   [1] Rispetto ad una domanda di accertamento negativo di contraffazione di brevetto, è carente di legittimazione passiva il mero distributore dei prodotti oggetto del brevetto. Quest’ultimo deve ritenersi estraneo al contraddittorio in merito a qualsiasi profilo di contraffazione del brevetto, sia quale soggetto passivo in sede di accertamento negativo sia quale eventuale soggetto attivo della speculare azione di contraffazione.  CASO [1] L’attrice, una società farmaceutica c.d. genericista, agisce in giudizio per sentir dichiarare che il proprio prodotto non costituisce contraffazione della porzione italiana di un brevetto europeo, evocando in giudizio sia…

IMPUGNAZIONI

L’impugnazione incidentale tardiva nelle cause connesse

Nota a Cass., sez. VI, 12 marzo 2018, n. 5876 – Pres. D’Ascola – Rel. Scalisi Impugnazioni – Impugnazione incidentale tardiva – Cause scindibili – Interesse ad impugnare – Sussistenza – Ammissibilità. (C.p.c., artt. 332, 333, 334). [1] Nelle cause scindibili, è ammissibile l’impugnazione incidentale tardiva rivolta contro una parte diversa dall’impugnante principale, se sussiste interesse ad impugnare.  IL CASO [1] Nel processo vertente sull’inadempimento contrattuale per inidoneità del bene venduto erano convenuti in giudizio il venditore ed il produttore del bene. Il Tribunale accertava la responsabilità del produttore e lo condannava a risarcire il danno direttamente in favore dell’attore acquirente. Il produttore soccombente impugnava la sentenza, e l’acquirente proponeva appello incidentale chiedendo la condanna per inadempimento contrattuale del venditore…

IMPUGNAZIONI

Motivazione ad abundantiam sul merito e interesse ad impugnare

I. La nozione di motivazione sovrabbondante Si intende per motivazione ad abundantiam quella con cui il giudice – ad esempio, a sostegno dell’infondatezza della domanda della quale abbia già ravvisato l’inidoneità, per ragioni processuali, ad essere esaminata nel merito – illustri un ipotetico percorso logico-giuridico alternativo a quello trasfuso in sentenza, vòlto forse a convincere il soccombente in ordine all’inattendibilità astratta delle sue tesi anche laddove egli (o il giudice dell’impugnazione) dissenta dalla ratio decidendi in concreto posta a base della pronuncia. A tal proposito è consolidato in giurisprudenza – a partire da Cass., sez. un., 14 marzo 1990, n. 2078, e confermato da Cass., sez. un., 20 febbraio 2007, n. 3840 e, tra le sezioni semplici, ribadito più recentemente…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Rapporto fra eccezione di arbitrato e questioni di competenza

Cass. civ., Sez. VI-3, 25 ottobre 2017, ord. n. 25254 – Pres. Amendola – Rel. Olivieri Competenza – Proposizione simultanea di eccezione di arbitrato rituale e di incompetenza territoriale – Declaratoria di incompetenza territoriale – Rinvio della decisione sull’eccezione di arbitrato al giudice competente – Riassunzione innanzi a giudice territorialmente competente – Rigetto eccezione di arbitrato – Regolamento di competenza – Inammissibilità (Cost., artt. 24, 25, 111; C.p.c. artt. 38, 42, 44, 45, 267, 819 ter)  Proposte cumulativamente dalla parte convenuta le eccezioni pregiudiziali in rito di clausola per arbitrato rituale e di incompetenza territoriale del giudice adito, e specificata la graduazione dell’esame delle due questioni nel senso sopra indicato, il giudice di merito è vincolato all’osservanza dell’ordine predetto. Ne…

DIRITTO DEL LAVORO

Orario di lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 19 gennaio 2018, n. 1375 Variazione monte ore – In aumento – In diminuzione – Part-time e tempo pieno – Decisione unilaterale del datore di lavoro – Consenso del lavoratore – Forma scritta MASSIMA La modalità oraria è un elemento qualificante della prestazione oggetto del contratto, pertanto, la trasformazione da tempo pieno a tempo part-time necessita il consenso scritto del lavoratore, in quanto costituisce una novazione oggettiva del contratto. La manifestazione della volontà non è, dunque, desumibile per fatti concludenti dal comportamento delle parti. COMMENTO Una lavoratrice ricorreva in giudizio per ottenere il pagamento di differenze retributive riguardanti il pregresso e prolungato rapporto di lavoro, inizialmente a tempo pieno e successivamente a tempo parziale. Il…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

L’Imu e la sovranità dell’incertezza del diritto

Sulle aree edificabili destinate all’esercizio di attività agricole (ovvero sulle quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali) vige una disciplina di favore ai fini Imu: qualora tali aree siano infatti possedute e condotte da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola, esse non sono considerate fabbricabili e ma mantengono la condizioni di terreni agricoli. Nella circolare 3/DF/2012 il Dipartimento, analizzando attentamente il caso dell’utilizzazione agricola di un terreno edificabile, ribadisce un orientamento costante espresso dalla Corte di Cassazione (Cassazione, sentenza n. 15566/2010), secondo la quale in caso di comunione di un terreno edificabile in cui persista, per l’intero l’utilizzazione agro-silvo-pastorale ad opera di uno dei comproprietari (in possesso dei requisiti richiesti, ovvero CD/IAP iscritto alla previdenza agricola),…

PRIVACY

Codice per la protezione dei dati personali: un’abrogazione frettolosa (forse incostituzionale) e senz’altro pericolosa

Ho sfogliato velocemente il testo dello Schema di Decreto Legislativo  che introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 (in seguito GDPR – General Data Protection Regulation) in attuazione dell’art. 13 della Legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163) annunciato da Governo con un Comunicato  Stampa del 21 marzo 2018. Premetto che ho ricevuto giorni fa il testo di questo decreto legislativo, ma per pudore istituzionale (e rispetto verso le fonti che me lo avevano cortesemente inviato), ho evitato di diffonderlo e anche di commentarlo. In pochi attimi, invece, la Rete è stata travolta da opinioni e testi pubblicati, in versione – più o meno – ufficiale. Questo lungo testo normativo (104 articoli contro…

DIRITTO BANCARIO

Sulla c.d. ‘usura ‘in concreto’ (art. 644, comma 3, c.p.)

Il delitto di usura si configura non solo quando gli interessi pattuiti in relazione alla somma di denaro prestata siano superiori al tasso soglia stabilito dalla legge (c.d. “usura presunta”), ma anche quando l’agente ottiene da persone in difficoltà economica o finanziaria vantaggi sproporzionati rispetto all’opera prestata; sproporzione che deve essere valutata “in concreto” dal giudice, effettuando una comparazione tra i vantaggi effettivamente conseguiti e quelli ordinariamente correlati all’effettuazione delle prestazioni erogate. Il delitto di usura c.d. “in concreto” è dunque funzionale a sanzionare condotte di sfruttamento delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria della vittima attraverso l’induzione della stessa all’accettazione di condizioni contrattuali sproporzionate rispetto a quelle che caratterizzano il libero mercato (Cass. pen. 25.5.2017, n. 26214). Secondo la…

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