5 Febbraio 2019

Senza categoria

I limiti alla restituzione del bene immobile concesso in comodato ad uso familiare

Cass. Civ., S.U. 29.9.14 n.2048 (Rel. Cons. Dott. Pasquale D’Ascola) ‘’Le preoccupazioni dell’ordinanza di rimessione possono essere superate con una attenta lettura e una prudente applicazione della sentenza del 2004. Quest’ultima, prevedendo le obiezioni, ha esplicitato che non intendeva affermare che, ogniqualvolta un immobile venga concesso in comodato con destinazione abitativa, si debba immancabilmente riconoscergli durata pari alle esigenze della famiglia del comodatario, ancorchè disgregata”. “La risposta, per tutte le ragioni manifestate qui e da SU 13603/04, non può che essere nel segno di rispettare il potere di disposizione del bene, quale esercitato al sorgere del contratto. Se il contratto ancorava la durata del comodato alla famiglia del comodatario, corrisponde a diritto che esso perduri fino al venir meno delle…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sull’ammissibilità del ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione anche quanto tutti i soggetti parti della causa di merito siano residenti o abbiano la loro sede sociale in Italia

Cass. sez. un., 20 novembre 2018, n. 29879, Relatore Cons. Giusti Alberto [1] Ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione – Difetto di giurisdizione – Clausola per arbitrato estero – Questione di competenza – Legittimazione a proporre regolamento preventivo di giurisdizione – Ammissibilità – (Cod. proc. civ. artt. 4, 37, 41 e 819 ter; Legge 31 maggio 1995, n. 218, artt. 3, 50 e 73). Il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto, non solo, quando convenuto nella causa di merito sia un soggetto domiciliato o residente all’estero, ma anche, allorché la contestazione della giurisdizione italiana sia stata effettuata in forza della deroga convenzionale a favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero dal convenuto domiciliato e residente in…

ESECUZIONE FORZATA

La competenza nelle cause d’opposizione all’esecuzione esattoriale

Cassazione civile, sez. VI, 03/04/2018 n. 8069; Pres. Amendola, est. Cirillo. Le cause d’opposizione all’esecuzione proposte ex art. 615 c.p.c. nei confronti della P.A. sono soggette alle regole di cui all’art. 27 c.p.c. MASSIMA Competenza civile – Competenza per territorio – Foro della Pubblica Amministrazione – Controversie delle quali sia parte l’Agenzia del Territorio – Applicazione del foro erariale – Esclusione – Fondamento Ai sensi dell’art. 7 del r.d. n. 1611 del 1933, le cause di opposizione all’esecuzione proposte ex art. 615 c.p.c. nei confronti della P.A. sono soggette alle regole contenute nell’art. 27 c.p.c. e non a quelle di cui all’art. 25 dello stesso codice, restando devolute alla competenza del giudice nel cui circondario si trovano gli immobili oggetto…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Il preliminare di preliminare non si estingue con la revoca della proposta

Cass. civ., sez. III, 21 maggio 2018, n. 12527 – Pres. Matera – Rel. Scarpa [1-2] Obbligazioni e contratti – Contratto preliminare – Preliminare di preliminare – Risoluzione del contratto – Responsabilità da inadempimento – Proposta di acquisto – Revoca della proposta – Responsabilità precontrattuale – Buona fede (Cod. civ. artt. 1173,1326,1328,1373,1385,1453,1454,1456,1457, 2932; C.p.c. artt. 360 comma 1 n. 4, 156). [1] “La stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con l’esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento) è valida ed efficace, e dunque non è nulla per difetto di causa, ove sia configurabile…

Senza categoria

La responsabilità dell’appaltatore e del progettista: i limiti

Corte di Cassazione – Terza sez. civile – Sentenza 21 giugno 2018 n. 16323 Responsabilità dell’appaltatore – obblighi dell’appaltatore – responsabilità del progettista – responsabilità solidale tra appaltatore e progettista/direttore dei lavori – art. 1304 c.c.. “L’appaltatore, dovendo assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della tecnica relativi al particolare lavoro affidatogli, è infatti obbligato a controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente e, ove queste siano palesemente errate, può andare esente da responsabilità soltanto se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale “nudus minister”, per le insistenze del committente ed a rischio di quest’ultimo. In mancanza di tale prova, l’appaltatore…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

La condizione di prestare assistenza al testatore fino alla morte: onere o condizione?

Cass. civ. ,Sez. II – 6-11-2018, n. 28272 –  Petitti – Presidente, Criscuolo – Relatore Onere – Condizione – Testamento – Azione di riduzione (c.c., artt. 564, 633 ss,647 ss. c.c. ) [1] L’istituzione di erede subordinata alla prestazione, da parte dell’istituito, di assistenza al testatore fino alla morte va qualificata come condizionata ed è comunque valida, giacché la disposizione non cessa di essere condizionale solo perché l’evento contemplato dal testatore è destinato a diventare certo al momento del suo decesso. (Nella specie, la S.C., nel negare che, in caso di istituzione condizionata di erede, potesse tenersi conto, ai fini dell’azione di riduzione, del valore della prestazione di assistenza resa, ha escluso la riconducibilità di una previsione siffatta a clausola…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Il principio di cui all’art. 2495 c.c. della responsabilità dei soci nei limiti delle somme riscosse in base al bilancio finale di liquidazione vale anche per i debiti tributari

Cassazione civile, Sezione Quinta, ordinanza 31 ottobre 2018 n. 733 (dep. 15 gennaio 2019) Parole chiave: debiti tributari – IVA – IRES – IRAP – cancellazione società registro imprese – efficacia costitutiva – estinzione società – debiti della società estinta – creditori sociali insoddisfatti – successione – responsabilità limitata soci e liquidatori – somme riscosse – bilancio finale di liquidazione Massima: “La cancellazione della società dal registro delle imprese, pur provocando, dopo la riforma del diritto societario, l’estinzione della società, non determina l’estinzione dei debiti insoddisfatti nei confronti dei terzi, verificandosi un fenomeno successorio sui generis, in cui la responsabilità dei soci è limitata alla parte di ciascuno di essi conseguita nella distribuzione dell’attivo risultante dal bilancio di liquidazione. Di…

DIRITTO BANCARIO

Contratto di apertura di credito e titolo esecutivo

Il contratto di apertura di credito (con garanzia ipotecaria) stipulato per atto pubblico, anche se notificato in forma esecutiva, non costituisce un idoneo titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. perché il debito nasce non con la messa a disposizione della somma ma con la sua diretta utilizzazione da parte del debitore (non risultante dall’atto). Con il contratto di apertura di credito, infatti, l’istituto bancario si limita a mettere a disposizione del cliente una determinata somma di denaro (art. 1842 c.c.), con la conseguenza che il credito della banca avente ad oggetto la restituzione delle somme erogate al cliente non sorge direttamente dal contratto, ma deriva dai successivi atti di utilizzazione dell’affidamento posti in essere dal soggetto accreditato. Naturalmente, in forza…

DIRITTO DEL LAVORO

Forte conflitto tra azienda e lavoratore

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 5 dicembre 2018, n. 31485 Forte conflitto tra azienda e lavoratore – inasprimento degli animi – mobbing – configurabilità – esclusione MASSIMA È da escludere che il datore di lavoro ponga in essere una condotta persecutoria, quando tra le parti vi è una situazione conflittuale protrattasi per lungo tempo, non riferibile in via esclusiva a comportamenti tenuti dal solo datore di lavoro e che trae origine da un complesso contenzioso che aveva inasprito gli animi. Non è ravvisabile un’ipotesi di mobbing se è lo stesso lavoratore che in più occasioni ha contribuito ad accentuare la situazione di tensione tenendo comportamenti che hanno determinato l’irrogazione di sanzioni disciplinari, accertate come legittime. COMMENTO Con la pronuncia in…

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